L'Editoriale

Il deposito nucleare che ci serve

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Bisogna entrare nel deposito dei rifiuti nucleari in Francia per vedere la vera bomba che abbiamo in Italia. Qui paure, cieco ambientalismo e il congresso permanente dei black bloc del pianeta hanno fatto slittare ogni decisione su dove stoccare gli scarti radioattivi. Il risultato è che in Paesi dove il problema si è affrontato, oggi questi materiali pericolosi sono custoditi in massima sicurezza, mentre da noi ogni centrale dismessa è un potenziale pericolo, così come le varie discariche controllate alla meno peggio su e giù per la penisola. Un errore grave della politica, che non ha avuto il coraggio di confrontarsi onestamente con i residenti delle aree potenzialmente idonee oppure ha tentanto i colpi di mano, come fu per il progetto di Scanzano Jonico. L’esperienza francese dimostra invece che una terza via è possibile, scegliendo le aree adatte e informando correttamente gli abitanti. Un deposito come quello che sorge a due passi da Parigi è uno dei luoghi più sicuri sulla terra, tanto che dopo una prima naturale preoccupazione adesso è difficile trovare un solo oppositore nei 21 Comuni più vicini. E ora pure gli ambientalisti duri e puri ringraziano.

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