Fortuna per Meloni che gli italiani hanno la memoria corta. Così hanno già dimenticato l’intervento al Senato dell’anno scorso quando la premier avvertì che “chi tenta di scavare un solco tra l’Europa e gli Usa indebolisce l’Occidente”. Perché semmai a qualcuno venisse in mente oggi di chiederle conto di quelle affermazioni, dovrebbe spiegare come la mette ora che proprio gli Stati Uniti, per bocca (famelica) di Trump, non vedono l’ora di mangiarsi la Groenlandia, scavando quel temutissimo solco tra Stati Uniti e Ue che tanto spaventava la presidente del Consiglio.
Se gli italiani non avessero la memoria corta, del resto, Meloni dovrebbe spiegare pure l’intervento del 2018 in Parlamento, dai banchi dell’opposizione, in cui esortava l’Italia a scegliere “se difendere il diritto internazionale, e quindi dire no alle azioni militari unilaterali, oppure stabilire che vige la legge del più forte, dove il diritto internazionale lo stabilisce chi ha la maggiore capacità militare”. Aggiungendo: “Capisco che possa essere utile a potenze nucleari come gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna. Non mi è esattamente chiaro perché dovrebbe essere utile a una nazione militarmente un tantino meno attrezzata come l’Italia…”.
Dovrebbe spiegare perché, insomma, il diritto internazionale vale fino a un certo punto (copyright Antonio Tajani) fino a piegarsi alla legge del più forte per il Venezuela (“un intervento di natura difensiva” e pertanto “legittimo” secondo Meloni, nessuna condanna dall’Ue ad eccezione della Spagna), ma torna a fare da stella polare, 48 ore dopo, se nel mirino dell’alleato Trump finisce la Groenlandia.