L'Editoriale

Il re è nudo ma qui non si dice

Salvini Przemyśl
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Solo nei talk show di casa nostra può capitare che le cheerleader sovraniste di Putin la facciano franca, inumidendo gli occhi per i poveri profughi ucraini dopo aver sempre predicato di blocchi navali e respingimenti per chi fugge da altre guerre. Così Salvini e Meloni schivano che è un piacere la finta contraerea dei Vespa, Porro e Giletti, che le domande scomode semmai le fanno le hanno tutte impegnate per i 5 Stelle.

All’estero però non va alla stessa maniera, e ieri il segretario della Lega si è visto sbattere in faccia da un sindaco polacco la storica vicinanza con Mosca, esibita nei selfie con Putin sulla maglietta (leggi l’articolo). Il sindaco di Przemyśl non sapeva degli usi di Matteo, che ha felpe per ogni occasione: una con viva il Sud per quando viaggia sotto Roma e un’altra con viva il Nord per quando risale dalla Capitale.

Prese in giro di cui la stampa mainstream raramente chiede conto, esattamente come passano in cavalleria certi rapporti di Fratelli d’Italia con frange neofasciste e ambienti opachi, soprattutto al Sud. Anzi, solo a parlarne la Meloni querela (l’ha fatto col nostro giornale), prendendosela con chi le fa le pulci piuttosto che affrontando il problema.

Con la figuraccia di ieri, però, nella Lega non ci sono più alibi: se si tengono Salvini saranno complici del prevedibile crollo alle prossime elezioni. Dal 38% del Papeete al 17 di oggi il trend è chiaro. E se non fossero La Notizia, Fanpage, Report e pochi altri a fare qualche domanda sui partiti di Meloni e Berlusconi, pure da quelle parti ci sarebbe poco da stare allegri.

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