Italia Viva e Paese moribondo

di Gaetano Pedullà

Nulla di nuovo dalla Destra abituata a difendersi dai processi e non nei processi. A meno di una improbabile giravolta dell’Aula del Senato, Matteo Salvini non andrà a processo per la vicenda Open Arms, come chiesto dai pm siciliani. Le novità arrivate dal voto della Giunta per le autorizzazioni sono invece significative per Cinque Stelle e Matteo Renzi. Per quanto riguarda il Movimento, la decisione della senatrice Riccardi in dissenso con il gruppo non è un banale incidente di percorso, ma l’ennesima prova che senza un capo politico o una decisa regolata il Movimento butta via a secchi la sua credibilità.

È chiaro che fare gli Stati generale può spaccare il fronte degli eletti e indebolire il premier Giuseppe Conte, ma continuare a far finta di niente equivale a un lento suicidio. Vale perciò la pena di riflettere se sia meglio rischiare una fine spaventosa o uno spavento senza fine. Più sorprendente la mossa di Italia Viva, ormai sempre più vicina al Centrodestra che agli alleati della maggioranza giallorossa. Proprio nel giorno in cui la Lega elegge in Lombardia una consigliera regionale renziana alla guida della Commissione d’inchiesta su Fontana e Gallera e la loro discussa gestione dell’emergenza pandemia, i Mattei rivelano ormai apertamente i loro amorosi sensi, rafforzando il convincimento che prima o poi i due convoleranno a nozze.

Un matrimonio senza amore e di effimero interesse, ma che s’ha da fare pur di liberarsi degli odiati (da entrambi) Cinque Stelle. Dove può portare tutto questo per adesso è ignoto. Ai poteri finanziari ed europei oggi più che mai fa comodo un Governo tecnico, che con la scusa del Mes o di qualche altro aiuto economico ci imponga una patrimoniale e altri salassi. Per questo si sta saldando un fronte largo e preoccupante, che va dai vecchi volponi della politica di destra e sinistra al capitalismo nazionale, con i giornali e le televisioni di complemento che stanno bombardando Conte e chi lo sostiene più lealmente come se non ci fosse un domani. Nella speranza di dar vita a un nuovo governo, fosse anche sulle macerie e liquidando quel che resta della ricchezza del Paese.

 

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