La fiducia su Bruxelles è limitata. Certi lupi perdono il pelo ma non il vizio

di Gaetano Pedullà

Cronache dall’Europa bella che ha rinnegato certi peccati di gioventù, tipo costringere l’Italia a gestire da sola i migranti, lasciare milioni di persone senza welfare e servizi per il totem dei conti pubblici, chiudere gli occhi mentre la Grecia veniva affamata e depredata. Politiche criminali, oltre che miopi, perché hanno impoverito tutti, compresa la locomotiva tedesca, e fatto esplodere proteste e sovranismi. Riuscite a resistere a questo terremoto, le tradizionali famiglie politiche ci hanno detto di aver capito la lezione, e promesso flessibilità sulla spesa pubblica, politiche monetarie accomodanti e una maggiore condivisione dei problemi, a partire dall’immigrazione. Su queste basi alcune forze politiche euro-critiche, come i 5 Stelle, hanno dato fiducia alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, ottenendo in cambio importanti benefici per l’Italia, a partire dall’assegnazione del portafoglio degli Affari economici per cui è designato Paolo Gentiloni. Le vecchie abitudini però sono dure a sparire, ed ecco che c’è già chi chiede di tagliare le risorse per modificare il Trattato di Dublino sui migranti (si veda l’intervista all’eurodeputata M5S Sabrina Pignedoli), o il passaggio del numero due dell’autorità che vigila sulle banche, tale Adam Farkas, niente di meno che alla lobby dei banchieri. Piccoli segnali, ma che dicono molto di come certi lupi perdono il pelo ma non il vizio. E se si vuole che qualcosa cambi servirà vigilare con attenzione. O togliere un sostegno fondamentale a chi ha promesso grandi cose e poi non ha mantenuto.

 

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Con l’avvicinarsi della manovra è ripartita la caccia al Reddito di cittadinanza. Niente di nuovo per i nemici di sempre – destra, associazioni industriali e giornali al guinzaglio – ma adesso a questo coro stonato si aggiungono esponenti di sinistra, come il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, che rianimati dal risultato delle Regionali vogliono riscrivere…

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Capiamo i leader della vecchia politica e quelli che il blog di Grillo chiama i dinosauri (del Palazzo), signori a cui nemmeno passa per la testa di segare l’albero sul quale stanno seduti da decenni o sognano di riprendersi uno strapuntino. Un ceto politico che perlomeno ci ha messo la faccia – seppure di bronzo…

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L’inizio della scuola è da sempre un Far West. Proteste, insegnanti che mancano, studenti che non si sa dove mettere. Politica e sindacati ci sguazzano, ma poi la campanella suona e si pensa a studiare. Un diritto che quest’anno si sta mettendo in pericolo con l’antologia più aggiornata delle brutte lezioni. Gestire il rientro in…

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