L'Editoriale

La Lega è il partito del conflitto morale

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Siccome ogni coinvolgimento in vicende giudiziarie fa aumentare – e non diminuire come dovrebbe – i consensi alla Lega, nemmeno le intercettazioni del costruttore Luca Parnasi che incontra in casa propria Matteo Salvini perché non si sappia in giro, e finanzia con 250mila euro l’associazione Più voci vicina al Carroccio, scuoteranno l’elettorato del Capitano. Nessun contraccolpo c’è stato per i 49 milioni di contributi pubblici percepiti indebitamente dallo Stato, né per l’inchiesta che ha coinvolto l’ex sottosegretario Armando Siri, né dopo la condanna del viceministro Edoardo Rixi, né dalla registrazione del consulente Gianluca Savoini che afferma di trattare per conto del partito quella che sembra una maxi tangente su una fornitura petrolifera a Mosca.

Tralasciando la nuova iniziativa della Procura di Agrigento per la vicenda Open Arms – che attiene però a una condivisibile o no scelta politica – va preso atto che per l’elettorato leghista non esiste la questione morale, o perlomeno questa conta meno di fermare gli immigrati, i criminali, le sinistre e i Cinque Stelle (modificando se volete quest’ordine di apparizione). Chi invece pensa che una forza politica candidata a far rispettare le leggi di un Paese debba essere quanto meno di esempio, ha in alternativa un Pd che ha abbracciato un nuovo corso ma non brilla per l’onestà delle sue classi dirigenti del passato, e il Movimento dove non chi sbaglia ma chi è solo accusato di corruzione viene mandato subito a casa.

A vedere quanto sta bene nei sondaggi la Lega e quanto si stia dilaniando il Movimento su come affrontare le elezioni regionali, possiamo dunque concludere con certezza che essere virtuosi non paga. Ci pensino bene i militanti delusi, che invece di piangersi addosso perché l’elettorato li sta abbandonando potrebbero sempre chiedere di mettere al posto di Luigi Di Maio, Savoini o Giancarlo Giorgetti, altro commensale a casa Parnasi prima dell’arresto di quest’ultimo per aver corrotto mezza Roma ai tempi in cui voleva costruire alle sue condizioni lo stadio. Allora sì che i consensi arriveranno, anche se il Paese continuerà a funzionare come ha sempre fatto, arricchendo i furbi e depredando i cittadini.

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