L'Editoriale

Le dimissioni della Raggi, un epilogo inevitabile

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Chissà che risate si sta facendo Ignazio Marino, il sindaco cacciato dal Campidoglio per qualche strisciata di troppo della carta di credito del Comune oltre che per il degrado in cui sprofondava Roma. Virginia Raggi, che gli è subentrata, oltre allo stesso identico degrado della città, a quanto pare era la beneficiaria di un’assicurazione sulla vita pagata dal suo ex capo della segreteria, Salvatore Romeo. Una polizza da 30mila euro di cui solo in teoria la prima cittadina poteva non sapere. Poiché non capita a tutti di trovarsi intestata una polizza, e visto che la stessa Raggi dopo la sottoscrizione di questa assicurazione nomina Romeo e gli triplica lo stipendio, il destino politico della sindaca è segnato. Vada a casa e senza farci vedere altre lacrime, altri rapporti inconfessati con Previti e dintorni, altri collaboratori come Raffaele Marra, arrestato per aver preso soldi dall’immobiliarista Scarpellini, altri assessori come Paola Muraro, capaci di nascondere per mesi un avviso di garanzia, altri complotti come quello per denigrare il collega del Movimento Marcello De Vito. La Raggi finisce qui. E con lei la credibilità di Grillo nel selezionare la classe dirigente.

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