Se non si ruba a casa dei ladri, a maggior ragione รจ senza ritorno un attentato terroristico nel Paese in cima ai sostenitori del terrorismo. Perciรฒ la strage di ieri a Kerman, in Iran, con piรน di cento morti, non รจ un anello qualunque nella lunga catena di vittime della guerra in Medioriente. Teheran che alimenta, tra gli altri, Hamas e Hezbollah si vede ripagata con la stessa moneta sul proprio territorio.
Dunque, chi lavora per allargare il conflitto in quellโarea รจ vicino alla vittoria. Il regime di Raisi, giร traballante in patria, si vede messa su un piatto dโargento la possibilitร di rispondere a viso scoperto, affogando in un colpo solo le contestazioni interne e aumentando la pressione su Israele. Cosรฌ, unendo i puntini che passano dal massacro tra Kiev e Mosca, al colpo di Stato in Niger e lโinstabilitร in Centro Africa, fino alla Palestina, la pirateria nel Mar Rosso e la guerra civile nello Yemen, diventa chiaro il disegno di trascinare il mondo in una nuova apocalisse.
Una tragedia a cui lโOccidente si sta preparando con il record nella produzione di armamenti, di cui buona parte fornita agli eserciti giร belligeranti, alimentando la spirale di violenza. Per questo oggi ascolteremo le giustificazioni della Meloni sui disastri del suo governo – dalla resa sul Patto di stabilitร al deputato pistolero, dal boom degli sbarchi di migranti alla manovra recessiva – ma ci aspettiamo che dica anche se ha capito i rischi che corriamo, e con la stessa franchezza usata per i comici russi spieghi se lโItalia in tutto questo รจ spettatore o complice.