L'Editoriale

L’Inps patrimonio del Paese

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp

Dopo la Croce rossa, non c’è bersaglio su cui sparare più facile dell’Inps. Il sito internet da dove si accede al bonus di 600 euro per i lavoratori autonomi e le Partite Iva mercoledì scorso è andato in tilt sotto la pressione di milioni di utenti. I partiti di opposizione con la grancassa delle tv e dei giornali di complemento hanno linciato l’Istituto di previdenza, trasformato in emblema dell’inefficienza del Paese e, soprattutto, del dilettantismo di chi lo governa, visto che il presidente Pasquale Tridico fu voluto a suo tempo dal Movimento 5 Stelle, allo scopo di presidiare l’avvio del Reddito di cittadinanza.

Pazienza, quindi, se il portale è finito sotto l’attacco di hacker informatici, o se è oggettivamente un fatto straordinario che circa cinque milioni di persone si concentrino tutte insieme su un sito web della pubblica amministrazione. Chi ha bombardato l’Inps con l’intenzione di allungare la lista degli sciacallaggi politici all’epoca dei Coronavirus ha fatto però un grosso sbaglio. L’Istituto è infatti un patrimonio di tutti, non dei partiti ma dell’Italia. E se proprio non si vuole fare a meno della solita speculazione politica, non va nascosto che ai suoi vertici c’è un vicepresidente, Adriano Morrone, spinto dalla Lega quando la maggioranza era gialloverde, e altri consiglieri tutt’altro che sconosciuti nelle segreterie di partito.

Tutti presi a raccontare delle difficoltà dell’Inps, che ci sono, è rimasto poco spazio per descrivere i generosi sforzi dei Comuni per accelerare al massimo l’erogazione dei sostegni economici ai cittadini, da Roma che ha predisposto un’App sulla quale arriveranno direttamente i buoni per la spesa, alla Cassa Depositi e Prestiti che rinegozierà un numero stratosferico di mutui degli enti locali, liberando un altro miliardo e mezzo da destinare a famiglie e imprese messe in ginocchio dall’epidemia. C’è un’Italia, insomma, che sta lavorando pancia a terra per dare sostegno ai cittadini, a partire dal premier Conte e il suo Governo, mentre l’opposizione non risparmia colpi bassi o passerelle tipo l’inaugurazione alla Fiera di Milano dell’ospedale che non c’è. Forse ne riceverà qualche vantaggio elettorale, ma a guadagnarne non sarà la rinascita del Paese.

Gli ultimi editoriali

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Bongiorno conflitti d’interesse

Fosse per certi leghisti dovrebbe dimettersi pure Papa Francesco. Quindi che c’è da meravigliarsi se ieri si sono svegliati con la pretesa di cacciare dal governo la sottosegretaria Macina, coriacea esponente dei 5 Stelle passata per le armi senza bisogno di processo per lesa maestà

Continua »
TV E MEDIA