L'Editoriale

L’Occidente ha un solo destino

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La maledizione di Gheddafi si sta avverando. Il suo regime sanguinario era un’assicurazione sui confini dell’Europa e per questo il colonnello aveva campato quarant’anni. Fino alle bombe di Sarkozy, il Nanoleone che inneggiava alla primavera araba ma dietro pensava solo a mettere la sua bandiera sui giacimenti petroliferi, a quell’epoca sfruttati in gran parte dall’italiana Eni. Fatto fuori il puzzone, il caos ha regnato sovrano. Migliaia di migranti si sono riversati nel Mediterraneo, ma soprattutto la democrazia esportata con le bombe non ha funzionato e quel Paese è diventato il campo di battaglia di tribù medioevali. Popolazioni che ammazzandosi tra loro si sono indebolite a tal punto da essere facilmente sopraffatte dall’Isis. Ora il terrore è a un passo da casa nostra, mica dai francesi. E ancora una volta l’Italia sembra costretta a fronteggiare il danno da sola, anche inviando truppe. Un po’ come è stato per Mare nostrum, il salvataggio dei migranti in mare mentre l’Europa dormiva. L’Italia però non sono le Nazioni Unite. E se agire è urgentissimo, a farlo deve essere il mondo. Cosciente che il nostro destino nel bene e nel male sarà il destino di tutto l’Occidente.

 

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