L'Editoriale

M5S e Pd come l’olio e l’acqua

M5S Pd Letta
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Per la serie hardcore “A Letta con tutti” ieri il Pd si è concesso a un nuovo partner. Tre giorni fa erano stati sguardi ammiccanti e promesse di campi larghi con Calenda, ventiquattrore dopo è toccato al patto di cemento con Conte e infine è arrivato Renzi con tutto il Centrodestra. Un’ammucchiata, insomma.

L’ex segretario chiedeva (leggi l’articolo) di non far acquisire ai magistrati alcuni messaggi WhatsApp su come si spendevano i soldi della Fondazione Open, supportato da Fratelli d’Italia, Lega, berluscones, centristi e neanche a dirlo dai dem, tutti sulla stessa barca quando c’è da salvare uno di loro, meglio ancora se fingendo di farlo per difendere le sacre prerogative dei parlamentari su autorizzazione a procedere e accesso alla corrispondenza. Unici a votare contro, i 5 Stelle e Leu, animati non certo da chissà quali pulsioni giustizialiste, visto che il senatore Renzi gode giustamente di ogni garanzia.

La vicenda, però, ha un innegabile valore politico. Per quante convergenze si cerchino, 5S e Pd sono come l’acqua e l’olio, impossibili da mescolare perché troppo diversi nella composizione chimica su giustizia e potere. In attesa che Conte riprenda la leadership formale del Movimento (quella sostanziale non l’ha mai persa) sarà difficile non tenere conto di queste distanze, anche se qualche alleanza locale può tornare utile alle prossime amministrative.

Uno scenario diverso dalle elezioni politiche, dove correre da soli con la chiara identità dei 5S porterà in dote il sostegno di chi non vuole avere niente a che fare con i giochetti per aiutare Renzi, e l’appoggio di chi ancora spera in un’Italia migliore.

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