L'Editoriale

Minacciare la stampa. La passione dei Cinque Stelle

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Per dirla con lo stile di Virginia Raggi, i Cinque Stelle dovrebbero fare pace col cervello. Da anni bombardano i giornali e i giornalisti con accuse di malafede. Quando va bene ignorano tutto il sistema dell’informazione, sostenendo in estrema sintesi di poterne fare a meno. Grillo e i suoi hanno dalla loro parte la verità e soprattutto il blog, la rete, i social. Altro che quella roba antiquata e ormai frequentata da sempre meno lettori che è la carta stampata. Capita poi che salta fuori una polizza assicurativa intestata alla sindaca di Roma da un funzionario del Comune che ha ottenuto dalla Raggi un clamoroso e a quanto pare illegittimo aumento di stipendio. I giornali ne scrivono e i Cinque Stelle partono con una crociata contro i pennivendoli autori del reato di lesa maestà: aver ipotizzato che nella storia della polizza ci sia qualcosa di poco chiaro. Tra querele, cause temerarie, minacce, pressioni di ogni genere e crisi del settore, fare informazione in questo Paese è diventato un inferno. Non è un caso se l’Italia sta in coda alla tristissima classifica dei Paesi con poca libertà di stampa. E grazie a Di Maio & C. non guadagneremo certo posizioni.

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