Di solito quando la politica non conta si fa strada il merito. Di solito. Con le ultime nomine confezionate da un oscuro comitato di grand commis distribuiti tra Palazzo Chigi, Ministero dellโEconomia e Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), nemmeno il merito perรฒ conta piรน nulla.
E si arriva a farsi beffe degli italiani, con un cinismo che posiziona il premier Draghi al primo posto nella serie storica delle porcherie economiche italiane. E di porcherie ne abbiamo viste.
Le nomine di Cdp in Fincantieri e Aspi
Cosรฌ nella giornata del 20 aprile sono arrivate due nomine importantissime per la crescita del Paese: i nuovi amministratori delegati di Fincantieri e di Autostrade per lโItalia (Aspi).
Nel primo caso si รจ scelta la strada della discontinuitร , nonostante il capo azienda Giuseppe Bono sia indiscutibilmente il salvatore di una societร presa in fallimento e oggi diventata un gioiellino, con commesse per oltre 35 miliardi. Bono sta in quella posizione da ventโanni, e quindi lโopzione di un rinnovamento ci puรฒ stare, anche in considerazione delle credenziali di chi lo sostituirร al timone, Pierroberto Folgiero, attuale Ad di Maire Tecnimont, che di navi perรฒ se nโรจ occupato solo indirettamente, oltre dieci anni fa, quando coprรฌ lโincarico di Ad della Tirrenia, cioรจ un pozzo senza fondo di costi per lo Stato, poi ceduta allโarmatore Onorato.
Ma passa appena qualche ora e il governo cambia strategia: dalla discontinuitร alla continuitร . Nella lista degli amministratori indicati dallโazionista Cdp in Autostrade per lโItalia viene confermato lโAd Roberto Tomasi, messo su quella poltrona dai Benetton.
La farsa dove attori e comparse si mischiano
Se non รจ uno scandalo รจ una schifezza assoluta, soprattutto se si considera che Cdp verserร tra pochi giorni ad Atlantia (la holding dei Benetton appena blindata dagli stessi con unโopa) otto miliardi di soldi degli italiani. Dunque ci siamo svenati per riprenderci le autostrade e le affidiamo al manager di fiducia di chi cโera prima. Pazzesco!
E persino diabolico se lo si legge insieme al licenziamento di Bono, cioรจ chi ha ricostruito il ponte di Genova dopo il crollo del Morandi, sul quale proprio Aspi (nella gestione di Castellucci) non investรฌ quasi nulla per la manutenzione, fino al disastro che provocรฒ 43 morti. Fatti incredibili se non fosse che in Italia dove ballano soldi pubblici la realtร supera la fantasia.
Non tutti ricordano, infatti, che a consegnare le autostrade ai Benetton fu sul finire degli anni โ90 il ministero dellโEconomia di cui era direttore generale proprio Draghi. Ci sarebbe stato dunque da meravigliarsi se il suo storico braccio destro e sinistro Dario Scannapieco – premiato con la guida della Cassa Depositi e Prestiti – avesse girato veramente pagina.
In questo grumo di potere, dove personaggi che nessuno ha mai votato ma contano piรน dei leader dei partiti fanno e disfano lโeconomia nazionale – i nomi che conoscono tutti (senza scriverli) sono Giavazzi, Funiciello, Franco, Rivera e Garofoli – il presidente di Fincantieri Massolo cambia poltrona. E dove va? A fare il presidente di Atlantia (Benetton).
Siamo alla farsa, insomma, dove attori e comparse si mischiano, vestite da militari (al posto di Massolo va il generale Graziano), consiglieri scelti per meriti sconosciuti, amici degli amici con lโodore delle lobby addosso. Una partita di giro – sempre la stessa – che ingrassa mentre il Paese affonda.