Povera Italia. Dal circo al manicomio

Dove abbiamo scritto che tra Meloni, Salvini e Berlusconi è un teatrino, anzi un circo, ora rettifichiamo: trattasi di manicomio.

Si dice che i quotidiani dopo una cert’ora servono solo a incartare il pesce. Ma di questi tempi si può fare di meglio, perché a leggerli la sera c’è da farsi delle grandi risate. Prendete il Corriere di ieri: “Governo a un passo dall’intesa”, titolava in prima pagina, con accanto la foto della Meloni e Berlusconi prima del sedicente incontro chiarificatore a via della Scrofa.

TERZO TURNO DI CONSULTAZIONI AL QUIRINALE

E che dire di Libero: “Pace fatta. Ciao gufi, si parte”, con la stessa foto, se possibile ancora più languida. E ancora: “Pace in extremis” Il Giornale, “C’è la tregua, il governo si può fare”, La Verità, “Patto per l’Italia”, addirittura, Il Tempo. Solo La Notizia scriveva chiaramente: “La solita sceneggiata. Meloni e Berlusconi fingono una pace che non c’è”.

Ovviamente non avevamo più informazioni di quante non ne avessero tutti gli altri, ma bastava ricordarsi cosa si erano detti Silvio e Giorgia solo qualche giorno prima, e ascoltare la pancia di Forza Italia in subbuglio per avere chiaro che di pace non ce n’era l’ombra.

Fatto sta che ieri il Cavaliere prima ha fatto eleggere la sua fedelissima Ronzulli capogruppo al Senato – dove senza FI non c’è la maggioranza – e poi ha cominciato a fare il finto matto, mischiando suoi rapporti segreti con Putin con accordi sulla nomina della Casellati ministro della Giustizia.

Un via libera mai arrivato da Fratelli d’Italia, che punta su Nordio, e che riporta ogni idea di accordo in alto mare. Anche noi però sbagliamo. E dove abbiamo scritto che tra Meloni, Salvini e Berlusconi è un teatrino, anzi un circo, ora rettifichiamo: trattasi di manicomio.