L'Editoriale

Raccontare i Cinque Stelle è cianuro

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Diario dal pianeta Futuro e dal satellite Veleno. L’ultimo weekend ho respirato una boccata d’aria fresca a Napoli, immergendomi in una razza extraterrestre sconosciuta a molti degli scienziati che popolano i nostri giornali. Cittadini semplici, concreti, distantissimi dalle congiure del potere, riuniti per festeggiare dieci anni della stratosferica avventura del M5S.

I discorsi, gli sguardi, le storie di queste persone – uomini e donne di palpabile buonsenso – dicevano tutto su un’Italia che vuole solo moralità nella cosa pubblica e coscienziosità nell’utilizzo dei soldi dello Stato. Consapevoli delle difficoltà di un’alleanza lontana dal loro mondo, con quel Pd e soprattutto Renzi, che hanno rappresentato il cuore del sistema da combattere, i militanti grillini si sono ritrovati comunità attorno al loro fondatore e ai riferimenti che solo la migliore disinformatia sovietica può descrivere come non amati, a partire da Di Maio, Conte, Casaleggio e Raggi.

Qualche portavoce non si è visto in dissenso con la nuova formula di Governo, ma questo non ha rovinato la festa a nessuno, e Grillo ha spedito pure a casa loro la necessaria dose di Maalox. Confronti a raffica dal palco principale, discussioni, fame di partecipazione, hanno mostrato a chi è andato di persona la faccia della luna nascosta da giornali e tv, dove in contemporanea si raccontavano montagne di corbellerie: una scissione in atto, il gelo (a Napoli? Ma vah!) tra Di Maio e Conte, i 5 Stelle diventati casta. Solo poche righe invece sui grandi cambiamenti in atto e in programma: sul pianeta Veleno l’aria pura è cianuro.

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