L'Editoriale

Regaliamo il buonsenso a Natale

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Oggi il ministro Speranza ci dirà come e quando saranno distribuiti i vaccini: duecento milioni di dosi, per cominciare, che potrebbero non bastare se le Regioni torneranno a chiedere subito di riaprire tutto, comprese le piste da sci, i virologi ci convinceranno che il virus morto ad agosto e resuscitato a settembre stavolta è schiattato davvero, Salvini & C. continueranno a persuadere i cittadini che prima viene l’economia e poi la salute, e infine gli italiani, stanchi di tante ristrettezze e di una tale babele, si getteranno sulle strade dello shopping a fiumi.

Tutte queste condizioni sono ideali per farci sprofondare in una terza ondata della pandemia, con effetti che adesso non vogliamo nemmeno immaginare per il numero di morti e i costi sociali e finanziari da sopportare. I governatori di Centrodestra sostengono che si muore di Covid ma anche di fame, ricorrendo a uno slogan stronzo integrale, visto che ogni giorno centinaia di persone sono seppellite sul serio e non per modo di dire. D’altra parte questo per il commercio è il periodo più ricco dell’anno, e quindi un cedimento delle misure di prevenzione sarà naturale.

Allo stesso tempo spiritualità e tradizioni rendono insopportabile il divieto di fare incontrare congiunti e parenti lontani. Dunque siamo di fronte a una battaglia persa, a meno che i cittadini siano più responsabili che mai, nonostante la stanchezza nel limitare spostamenti e relazioni sociali, mentre tanti furbi fanno come gli pare. Magari per comprare in mezzo alla massa i regali di Natale che poi qualcuno aprirà in ospedale.

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