L'Editoriale

Renata, al telefono c’è Silvio

Berlusconi Polverini
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Se una telefonata allunga la vita – come diceva un famoso spot della Sip – Silvio Berlusconi è a posto per un pezzo. Troppo malato per presentarsi al processo Ruby ter, dove all’ennesima assenza i giudici si sono rassegnati e ne hanno stralciato la posizione, il fondatore di Forza Italia ha invece tutta l’energia necessaria per chiamare la sua ex deputata Renata Polverini e convincerla a tornare nei ranghi da cui era scappata, puntando (male) a nuove chance di carriera nel Governo Conte.

Certo, il Cavaliere qui giocava facile. Ricordata per l’arrivo alla Festa del peperoncino di Rieti a bordo di un elicottero della Protezione civile, la Polverini respira aria di casa nello stesso partito della Casellati, che di aerei di Stato ne ha presi quasi 130 da quando è presidente del Senato, per andare nella sua Padova e in vacanza in Sardegna. Il dietrofront di Renata è però illuminante per un altro aspetto. A ridosso del semestre bianco molti deputati e senatori stanno già facendo i conti con lo scenario più probabile dopo l’elezione (o rielezione) del Capo dello Stato.

La legislatura scade nel 2023, e un po’ perché bisogna prendere i soldi dell’Europa, un po’ per rifare la legge elettorale dopo il taglio dei seggi, è possibile che ci si avvicini al termine naturale. Un anno e mezzo in cui raccogliere tutto quello che si può e prepararsi un futuro anche fuori dai Palazzi della politica. È aperto, insomma, un grande mercato, che darà soddisfazioni a chi aggiorna la contabilità dei cambi di casacca dei parlamentari. Il contesto ideale per fare le riforme? Non mi pare.

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