L'Editoriale

Repubblica fa più ridere di Proietti

GIGI PROIETTI
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Se c’era qualche dubbio su quale giornale da cinque anni racconta più balle sulla Raggi, ieri Repubblica ha voluto aggiudicarsi gioco, partita e incontro. Non era facile, perché gli altri quotidiani e le tv hanno dato il massimo per non farsi scavalcare. Incapace, Messalina, “patata bollente” e colpevole di ogni vizio della città da prima di Romolo e Remo: mai un sindaco è stato tanto diffamato.

Perciò serviva un colpo d’ala, un’invenzione dell’altro mondo, e Repubblica c’è riuscita raccontando che le spoglie di uno degli artisti più amati, Gigi Proietti, vagavano senza sepoltura per i cimiteri di mezza Italia. La storia, con denuncia d’ordinanza sui disservizi del Comune, scaricava sulla prima cittadina la responsabilità di questa vergogna. Un’occasione troppo ghiotta per non essere sfruttata elettoralmente, tanto che Carlo Calenda l’aveva subito rilanciata.

Poi accade che la figlia di Proietti, quindi non proprio una tizia che passava per caso, smentisca i fatti raccontati dal giornale, spiegando insieme all’azienda responsabile dei cimiteri che la sepoltura è stata concordata da tempo, e per farla in un contesto monumentale si stanno predisponendo gli appositi lavori. A questo punto, invece di chiedere scusa e nascondersi per la vergogna, Repubblica che fa? Rilancia la notizia, seguita da siti di gossip e disinformazione di destra e di sinistra, arrivando quasi a dare della bugiarda a Carlotta Proietti.

Che aveva osato scrivere la figlia dell’attore? “Repubblica ha scritto una Fake news”. E ancora: “È stato evidentemente un attacco alla città, alla sindaca, fatto usando il nome di mio padre”. E ha aggiunto: “Forse la cosa che fa più tristezza è quando ci si permette di dire ‘cosa avrebbe detto Gigi’. Bene.

Nessuno può sapere cosa avrebbe detto, di sicuro posso dirvi che a lui Virginia Raggi piaceva, e non avrebbe ‘riso sornione’, non avrebbe preso in giro, non avrebbe ironizzato. Sicuramente si sarebbe informato prima di aprire la bocca e daje fiato. Papà amava la sua città, amava il suo pubblico, il suo teatro, e queste sono le cose a cui teniamo anche noi”. Proietti è stato uno dei più grandi artisti del Paese, e la sua famiglia lo rispecchia. Niente a che vedere con certi giornali e giornalisti.

Leggi anche: Gigi Proietti senza sepoltura. Calenda disperato spara l’ultima balla contro la Raggi.

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