L'Editoriale

Responsabile è mollare Renzi

MATTEO RENZI
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Come finisce la crisi di governo e quanto tempo ci vorrà per comporre una nuova maggioranza restano al momento un’incognita. Escludendo per ora la strada del voto, che tranne la Meloni non vuole nessuno sul serio, il campo si stringe a un Esecutivo guidato da Conte con il sostegno di un manipolo di deputati e senatori da trovare nei corposi gruppi misti dei due rami del Parlamento ma anche altrove, oppure una maggioranza come quella attuale ma con un premier diverso, e infine un rassemblement di unità nazionale.

Quale delle tre opzioni abbia più possibilità di successo è decisamente la prima, in quanto necessita del numero più esiguo di parlamentari da aggiungere a una base già costituita com’è quella di Cinque Stelle, Pd e Leu. Nel secondo caso invece servirebbe un numero di “responsabili” di gran lunga maggiore, dato che dem e soprattutto i 5S non intendono sacrificare Giuseppi, mentre a destra servirebbero truppe che non ci sono. Ancora più improbabile, infine, è il terzo scenario, che imporrebbe di trasformare in “responsabili” praticamente tutti.

La logica, insieme a un generale riconoscimento della capacità ed equilibrio con cui Conte ha sin qui lavorato, spingono dunque ad escludere un cambio del premier. Un epilogo che segnerebbe la sconfitta più bruciante, ma potremmo anche definirla finale, per Renzi, e nel contempo l’ultima possibilità di salvezza per chi l’ha seguito con ben altre aspettative nella disavventura di Italia Viva. Un progetto che non è mai elettoralmente decollato, e nelle ultime Regionali ha mostrato la sua fragilità anche nella roccaforte Toscana.

Proprio da Italia Viva, quindi, potrebbe tornare nel Pd qualche suo fuoriuscito, facendo tornare i conti a una maggioranza che ha alternative possibili solo nelle fantasie di Renzi e negli appetiti dei poteri forti disposti a tutto, compreso sostenere chi ha provocato una crisi di governo in mezzo a una pandemia, pur di sedersi al banchetto dei fondi europei.

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