L'Editoriale

Siamo in un regime mediatico

I pochi spazi lasciati liberi in Rai fanno appena la foglia di fico sulla vergogna di un regime mediatico mai stato tanto opprimente come ora.

Siamo in un regime mediatico

Mentre Cinque Stelle e Pd analizzano l’ennesima sconfitta elettorale, nonostante la nullità del governo delle destre, vediamo di cosa si parla in televisione e sui giornali. Gli studenti che protestano contro il caro-affitti sono viziati, perché non vogliono sacrificarsi per viaggiare.

I disoccupati col Reddito di cittadinanza sono fannulloni, perché chi ha voglia di lavorare può fare il cameriere, che l’Italia è piena di Briatori e Vissani pronti ad assumerli e pagarli a peso d’oro. Proprio ieri, mentre l’Emilia Romagna era in ginocchio per l’ennesimo disastro ambientale, un quotidiano delle destre scriveva che la siccità è un’invenzione, perché laghi e fiumi stanno bene.

E ancora: i ragazzi che bloccano il traffico per sensibilizzarci sui cambiamenti climatici sono terroristi, gli immigrati arrivano dall’Africa belli pasciuti e col telefonino, la sostituzione etnica è vicina, e non parliamo del grande complotto sui vaccini.

Ora prendete tutte queste sciocchezze, e molte altre, e mettetevi nei panni di chi va a votare. Tra paure montate ad arte e un capovolgimento sistematico della realtà, persino i santi farebbero un plebiscito per i diavoli.

Quindi, ben venga ogni riflessione sulle battaglie delle opposizioni, sulle alleanze e sui leader, ma senza riequilibrare la narrazione del Paese, l’alternanza democratica sarà sempre più una chimera. E con un blocco di tv e giornali privati schierati a destra, i pochi spazi lasciati liberi in Rai fanno appena la foglia di fico sulla vergogna di un regime mediatico mai stato tanto opprimente come ora.