L'Editoriale

I soldi dell’Ue non arrivano per caso

Conte von der Leyen
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Stamattina tutt’Italia applaudirà la von der Leyen che arriva a Roma (leggi l’articolo) con l’assegno dei primi miliardi del Recovery. Ma senza Giuseppe Conte e i Cinque Stelle non ci sarebbero oggi né il Pnrr, né questa nuova Europa più solidale e nemmeno la stessa presidente della Commissione Ue. A molti infatti sfuggirà – e i giornaloni non faranno a gara per ricordarlo – che la von der Leyen fu eletta per il rotto della cuffia, con i voti fondamentali degli eurodeputati M5S a Strasburgo, dopo che all’ultimo secondo la Lega decise di non votarla, smentendo l’impegno appena preso dall’allora Presidente del Consiglio.

I fatti – ormai storici e incontrovertibili – dicono che Salvini aveva già in mente il tradimento del Papeete e in breve tempo le elezioni, dove avrebbe voluto capitalizzare il suo No a quella nuova idea di Europa ancora tutta da dimostrare. Invece la svolta fu reale, e si passò dalle politiche dell’austerità difese con i denti dai falchi del rigore nella spesa pubblica, al primo caso di condivisione del debito, grazie al quale adesso tutta l’Eurozona può guardare con speranza all’uscita da uno dei più temuti castighi di Dio, com’è una pandemia. Per dare quel voto che ha aperto la strada alla nuova Commissione, i Cinque Stelle si presero l’accusa di essere stati voltagabbana, e di essersi trasformati da euroscettici in europeisti.

In realtà quella fu la scelta più giusta per ridisegnare una comunità di nazioni, ciascuna con i propri legittimi interessi da difendere, ma anche con molto da guadagnare perseguendo i vantaggi collettivi. E alla prova del Covid questa intuizione si è rivelata epocale. Non proviamoci nemmeno a immaginare cosa sarebbe stata l’Europa dei sovranismi, con ciascuno Stato chiuso nei propri confini a farsi gli affari propri. Adesso non avremmo il Recovery, è chiaro, ma in Italia saremmo anche senza vaccini, perché nel Far West dove ciascuno pensa a se, i Paesi con meno mezzi economici possono solo mettersi in fila dietro a quelli con la grana. Dunque chi accusò i 5S di aver fatto una giravolta, se avesse onestà intellettuale dovrebbe chiedere scusa. Ma ai nostri giorni anche questa onestà in certi partiti è merce rara.

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