L'Editoriale

Sulla stampa la Meloni vince sempre

Sulla stampa la Meloni vince sempre

Sulla stampa la Meloni vince sempre

Il Consiglio d’Europa è finito malissimo per la Meloni, e dunque quasi tutti i giornali e le tv hanno detto che è stato un successo. I fatti: le decisioni sui migranti sono rinviate a giugno, i fondi del Pnrr restano in bilico fino alla ratifica del Mes, sulle auto Green non ci saranno deroghe, sulla guerra decide Washington. Perciò serve proprio una faccia di bronzo per sostenere che la nostra premier abbia toccato palla. Eppure, milioni di italiani non hanno scelta se non credere a queste balle.

Mediaset è spudoratamente di parte (quella del padrone), in Rai la destra ha prenotato ogni strapuntino, e i grandi editori stanno per tradizione (e necessità) con chi comanda. Ora tutti sappiamo che è più facile tenere a bada un popolo con la propaganda che con i carri armati, e perciò la democrazia non può reggersi senza un pluralismo dell’informazione che oggi in Italia è solo di facciata. I quotidiani, è vero, hanno voci diverse, ma siamo letti sempre meno, ed editori come il deputato della Lega Angelucci (Libero, Il Tempo e Il Giornale) hanno comunque più forza grazie al finanziamento pubblico.

Così la voce di chi ha pochi mezzi resta debole, mentre i grossi possono tenere in piedi fogli capaci di farci credere favole, tipo quella che la vera opposizione la fa la Schlein (in tv da Cattelan) invece che Conte in Parlamento. Oggi La Notizia esce in edicola con Il Millimetro, un mensile con cui collaborano belle penne (e libere), tra cui quella di Alessandro Di Battista. Acquistateci e dateci una mano a non lasciare campo libero ai trombettieri del Palazzo.