L'Editoriale

Tagliate tutto ma non le pensioni

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp

Se la Merkel si accorge del nostro presidente dell’Inps, Tito Boeri, minimo minimo se lo porta nel suo zoo di Berlino, tra falchi e guardiani del rigore. Lo stimato economista ieri ha fatto i conti e il bilancio dell’Istituto nazionale di previdenza si è confermato quello che sospettavamo. C’è un buco di quasi 13 miliardi, in gran parte eredità della fusione con l’Inpdap (dipendenti pubblici). Come coprire questa voragine? La ricetta di Boeri è la più classica: tagliamo gli assegni con l’ennesimo contributo di solidarietà. Tanto i trattamenti previdenziali sono così ricchi che ai nostri pensionati avanza sicuro qualcosa. Scherzi a parte, proprio dopo aver visto come hanno ridotto la Grecia (e l’Europa) le politiche recessive imposte dai tedeschi, tagliare gli assegni dovrebbe essere proprio l’ultima delle cose da fare. Si pensi piuttosto a ridurre gli sprechi, a contrastare le false pensioni, e a far fruttare di più l’ingente patrimonio accumulato dall’Istituto. Tagliare la spesa improduttiva, in sostanza, ma non tutta la spesa, compresa quella a cui hanno un sacrosanto diritto i nostri pensionati.

Gli ultimi editoriali

Tocca a noi cambiare canale

Non ci facciamo mancare niente: corvi nel Csm, 007 che confabulano con politici come amanti clandestini negli autogrill, dossieraggi persino nelle sacre stanze del Vaticano,

Continua »
L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Per la sinistra dei Tafazzi non c’è cura

Inutile nascondersi dietro alibi o rimpianti: il vaccino per il Covid l’hanno trovato ma per l’autolesionismo della Sinistra non c’è cura. A destra, dove Salvini e Meloni non si parlano e Forza Italia ormai ha poco da dire, come al solito si presenteranno con candidati

Continua »
TV E MEDIA