L'Editoriale

Truffe Superbonus 110, il peggiore alibi del “Migliore”: Draghi dà la colpa ai 5Stelle

Truffe Superbonus 110
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Che i furbetti del quartierino facessero i froci col culo degli altri (copyright Stefano Ricucci), alla fine c’era da aspettarselo. Quelli erano finanzieri da operetta, che per quanto arrivati a lambire i salotti buoni del sistema bancario, ben presto si rivelarono degli autentici sòla (alla romana).

Ma che faccia pari pari il simbolo vivente dell’establishment globale, il salvatore dell’euro, il garante degli impegni italiani con l’Europa, Mario Draghi, non tutti se l’immaginavano. A maggior ragione a proposito delle truffe sul Superbonus 110.

Il tocco magico e il peggiore alibi del “Migliore”

Certo, sul tocco magico di cui si vaneggia da sempre, ormai hanno i primi dubbi pure i giornaloni degli editori amici, ma che Mario nostro arrivasse ad addossare ai Cinque Stelle la colpa delle truffe nei bonus edilizi è il segno di una preoccupante confusione. E di un gioco terribilmente sporco per chi si vanta in ogni sede della crescita registrata nel Paese (il +6.5% del Pil) e poi contesta proprio chi ha lanciato i sostegni pubblici alle ristrutturazioni e all’efficienza energetica degli immobili, cioè la leva che più di tutte ha fatto correre l’economia, insieme al record nelle esportazioni, merito dell’innovativo Patto per l’export sostenuto dal ministro degli Esteri Di Maio.

Truffe Superbonus 110: Draghi dà la colpa ai 5Stelle

Il Draghi che disdegna i partiti, avvisandoli di non far conto su di lui per le prossime elezioni, cerca dunque un alibi all’ennesimo insuccesso personale e dei suoi uomini al Ministero dell’Economia, propinandoci la fake news sulle responsabilità delle truffe sulla cessione dei crediti fiscali, di cui al Tesoro si sono accorti oltre tempo massimo.

Un disastro sul quale non c’è alibi che tenga, in quanto tutti abbiamo visto quanto erano occupati gli uomini del premier tra togliere e dare poltrone agli amici degli amici: dalla Cassa Depositi e Prestiti al Monte dei Paschi di Siena.

Naturale che le truffe per miliardi di euro siano passate beatamente sotto al naso del ministro Franco, senza peraltro che lo stesso premier scorgesse niente, anche lui non poco occupato ad autocandidarsi e poi cercare di farsi eleggere al Quirinale.

Ma anche di tutto questo è colpa dei Cinque Stelle. Anzi, della Raggi, che se serve un colpevole va sempre bene su tutto.

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