Un Paese nemico dei poveri

Il Governo ha deciso di riconoscere l’aiuto di 200 euro per il caro-energia anche a chi percepisce il Reddito di cittadinanza.

Un altro regalo al Reddito di cittadinanza. Con sprezzo del pericolo, e ancor di più del ridicolo, ieri molti quotidiani hanno sparato a zero contro la decisione del Governo di riconoscere l’aiuto di 200 euro per il caro-energia anche a chi percepisce il sussidio contro la povertà.

CONFERENZA STAMPA DEL PRESIDENTE DRAGHI ALLA STAMPA ESTERA

Un’alzata di scudi non scontata, perché quanto decide Mario Draghi va cosparso di bava e non si discute. Se però c’è di mezzo il Reddito di cittadinanza, caposaldo delle battaglie M5S, neppure i fan più sfegatati del premier riescono a trattenersi, e dunque vai con lo sdegno per il bonus da sommare a quel po’ con cui oggi oltre tre milioni di persone uniscono a fatica il pranzo con la cena.

Ovviamente, in mezzo al solito pontificare sul sussidio intascato da chi non ne ha diritto, per non parlare della stucchevole retorica sui giovani senza voglia di lavorare, nessuno ha spiegato a chi è che dovrebbe andare un contributo pensato per mitigare l’aumento delle bollette e della benzina.

Se lo togliamo a chi ha i redditi più bassi, tanto da prendere il Reddito di cittadinanza, lo lasciamo a chi ha grossi stipendi e magari neppure si è accorto di quanto sta pagando di più l’energia? Nel delirio di chi non può ammetterlo, ma in fin dei conti semplicemente se ne sbatte della povera gente, c’è chi pensa che gli aiuti vadano dati a tutti ma non a chi ne ha bisogno.

È la sindrome del servo, che giustifica il padrone anche quando ne riceve le frustate, e che nel nostro Paese spinge gran parte dei ceti più bassi e le periferie a sostenere chi ha difeso per decenni i propri privilegi a costo di tagliare gli investimenti nella sanità, nella scuola, nei trasporti. Destre e Sinistre, ugualmente colpevoli di aver dimenticato ogni forma di welfare, e ora talmente abituate a ignorare i poveri da fare come i matti per lo scandaloso omaggio di 200 euro.

Meno dello zero, zero zero niente dei lauti stipendi di chi si strappa le vesti perchè lo Stato spende troppo in sussidi, e poi invece campa grazie ai contributi pubblici erogati con generosità – e senza contestazioni – alle grandi industrie o indirettamente a chi fa da cane da guardia del sistema, a cominciare dai finanziamenti a giornali destinati a chiudere in due minuti senza gli aiuti che solo ai poveri non si possono dare.