L'Editoriale

Una destra costretta ad evolversi

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La mossa sembrava improbabile. Marchini a Berlusconi era piaciuto subito, ma il cerchio tragico attorno al Cavaliere (Pascale, Rossi & C.) aveva sempre remato contro, soprattutto dopo il rifiuto dello stesso candidato indipendente di chiedere il sostegno ufficiale di Forza Italia. Da settimane però la vecchia guardia, con in prima fila Gianni Letta, lavorava per ricucire. E alla fine, grazie ai numeri dei sondaggi, purtroppo per il candidato di bandiera Bertolaso troppo bassi, la scelta è arrivata. Marchini con l’appoggio di Forza Italia e quasi certamente di Storace è adesso un avversario temibile per la Cinque Stelle Raggi e il Pd Giachetti. Ma soprattutto è un demonio per Salvini e la Meloni, rimasti isolati nella loro stessa area politica. Chiedendo un passo indietro all’uomo dei terremoti, Berlusconi ha ripreso infatti quella centralità che Lega e Fratelli d’Italia davano ormai per perduta. Roma torna così un test per gli attuali equilibri del Centrodestra, ma soprattutto per quelli futuri. L’area moderata che oggi si presenta divisa in 8 su 13 grandi città, o saprà evolversi o è destinata a restare marginale. Inevitabile serbatoio per il Partito della Nazione di Renzi.

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