L'Editoriale

Una riforma elettorale repellente

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Dire una cosa giusta per farne una sbagliata. Su cosa pensano gli italiani della legge elettorale Beppe Grillo ci ha preso in pieno: nessuno l’ha capita e a nessuno frega di capirne. Il distacco dalla politica è siderale e per riallacciare il filo con gli elettori si poteva solo restituirgli il diritto esclusivo di scegliere i propri rappresentanti. Tutti i rappresentanti quindi, e non solo una parte, facendo tra l’altro prevalere i designati dalle segreterie di partito ai più votati nei collegi uninominali. Il risultato è che il sistema approdato ieri alla Camera risulta difficile da capire persino per i dottori in azzeccagarbugli elettorali, mentre il messaggio che passa è dell’ennesima fregatura da parte di Lorsignori. Per questo non scatta nemmeno la voglia di capirne di più, e si derubrica la faccenda all’ultimo dei problemi, abdicando di fatto al sentirsi pienamente cittadini. Siamo sudditi, insomma, come devono averci considerato anche i signori Renzi, Berlusconi e Grillo, padri di un modello elettorale che forse è incostituzionale, ma di sicuro è repellente alla voglia dei cittadini di partecipare.

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