L'Editoriale

L’unità dei 5S per un’Italia migliore

M5S
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L’ha spiegato meglio di tutti il prof. De Masi nell’intervista di ieri sulla Notizia (leggi l’articolo): se Conte e Di Maio trovano un’intesa diventano una potenza. Ma non è detto che Grillo, da ieri a Roma per ricucire lo strappo, riesca nell’impresa, perché la ruggine tra i due non è di tipo personale (insieme hanno collaborato a lungo efficacemente), bensì di visione politica.

Se entrambi hanno re-interpretato la radice anti-sistema del Movimento con la necessità di stringere alleanze per realizzare il programma M5S (o quanto più possibile) adesso che si va verso la fine della legislatura hanno davanti scelte nuove e decisive, tenendo conto della mutazione profonda dei Cinque Stelle da forza di opposizione in forza di governo.

L’abbraccio sempre più stringente col Pd, maturato nella buona esperienza della maggioranza giallorossa, è qualcosa di molto diverso dalla posizione originaria né con la destra né con la sinistra dei 5S, e fa da corollario ad altri passi, compreso l’eventuale superamento del limite dei due mandati. Certo, lo scenario cambia se si dovesse adottare un diverso sistema elettorale, soprattutto in chiave proporzionale, ma se si resta con l’attuale semi-maggioritario, l’alleanza con i dem è pressoché obbligata per non soccombere contro il blocco delle destre.

Ma che hanno in comune M5S e Pd? A chiacchiere molte cose, perché entrambi esprimono attenzione su equità sociale, giustizia e ambiente, ma poi alla prova dei fatti il partito di Enrico Letta sta con i petrolieri che vogliono riprendere a bucherellare l’Adriatico per estrarre il gas, sostiene Draghi nelle politiche di rigore, opponendosi a uno scostamento di bilancio persino per mitigare il caro-bollette, e sulla giustizia stendiamo un velo pietoso, ricordando bene la guerra che ha fatto alla riforma Bonafede, salvando la prescrizione e il sistema delle correnti nel Csm.

Il futuro del Movimento non può prescindere quindi dall’identità e dalla storia scritta soprattutto con l’impegno degli attivisti, ma anche da una assoluta chiarezza su dove si vuole andare e dall’unità di una comunità che ha lo stesso sogno di un Paese migliore.

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