Egitto senza ritegno, in carcere pure l’amico di Zaki. L’accademico di Vienna era arrivato al Cairo da pochi giorni

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Sembra incredibile eppure dopo l’omicidio di Giulio Regeni e l’arresto immotivato di Patrick Zaki, l’Egitto non la smette di calpestare i diritti dell’uomo. A tre giorni dall’anniversario del blitz con cui è finito in carcere lo studente di Bologna, tutt’ora detenuto in assenza di prove, anche uno dei suoi più cari amici è stato fermato al Cairo. Si tratta di Ahmed Samir Santawy che da pochi giorni era rientrato in Egitto da Vienna, Paese in cui studia, che sarebbe stato prelevato con modalità che ricordano molto da vicino quelle usate con Zaki. Il giovane, come gli era stato raccontato dalla famiglia, era stato convocato dalla polizia che voleva interrogarlo e così si era presentato in caserma per rispondere alle domande. Peccato che da quel momento la storia si tinge di giallo perché nessuno ha più avuto sue notizie e le stesse richieste di informazioni dei familiari sono tutte andate a vuoto.

LA RICHIESTA
Un caso davvero molto simile a quello, ormai incancrenito, che coinvolge Zaki. Proprio nel tentativo di fare pressioni sull’Egitto, in Italia è partita una petizione online per chiedere che venga concessa la cittadinanza al ragazzo che sta riscuotendo un grande successo. Un’iniziativa a cui, in queste ore, ha aderito la famiglia stessa dello studente di Bologna. “La raccolta di firme online è davvero un’ottima iniziativa ma spero non resti solo una petizione, spero che accada presto” ha spiegato la sorella di Zaki, Marise.

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