Elezioni presidenziali in Francia, i risultati definitivi. Sarà ballottaggio tra Macron e Le Pen. Bene la sinistra di Mélanchon, estinti i socialisti

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Dopo il primo turno delle elezioni presidenziali in Francia di ieri, l’appuntamento è fissato al 7 maggio per il ballottaggio tra Emmanuel Macron, candidato di En March!, e Marine Le Pen, la leader del Front National. Buoni risultati anche per Jean-Luc Mélanchon che raggiunge (ma non supera) il candidato della destra francese Francois Fillon. Disfatta incredibile invece per Benoit Hamon, candidato dei socialisti (partito di Manuel Valls e di Francois Hollande) che non va oltre il 6,3%.

Ma vediamo tutti i dati definitivi:

Emmanuel Macron (En Marche!): 23,7% – BALLOTTAGGIO

Marine Le Pen (Front National): 21,5% – BALLOTTAGGIO

Francois Fillon (destra): 19,9%

Jean-Luc Mélanchon (estrema sinistra): 19,6%

Benoit Hamon (socialisti – sinistra): 6,3%

Nicolas DUpont-Aignan (estrema destra sovranista): 4,8%

Jean Lassalle (centro): 1,2%

Philippe Poutou (estrema sinistra): 1,1%

Francois Hasselineau (destra): 0.9%

Nathalie Arthaud (estrema sinistra): 0,6%

Jacques Cheminade (destra): 0,2%

Il voto di Parigi – Curiosi, però, alcuni dati. Come quello di Parigi. Qui, infatti, non pare gradita la Le Pen. Nel distretto della capitale francese, infatti, vince Macron con il 34,8%. A seguire Fillon (26,5%) e Mélanchon (19,6).

Gli altri casi – In tre dipartimenti metropolitani (Ariege, Senna-Saint Denis e Dordogna) il candidato più votato è stato quello di sinistra, Mélanchon. Fillon, il candidato di destra, invece, è riuscito ad avere la meglio in 5 distretti. Il resto della Francia, invece, si è diviso tra i due candidati vincitori, ovviamente, Macron e Le Pen.

Il fronte anti Le Pen – Già ieri sera, nel frattempo, sono arrivate le prime dichiarazioni dei candidati. “Questa sconfitta è la mia sconfitta”, ma prima o poi “la verità emergerà”: lo ha detto il candidato dei Republicains alle presidenziali francesi, Francois Fillon. Fillon alludeva al cosiddetto Penelopegate, lo scandalo della moglie pagata per fare la sua assistente con denaro pubblico, ma poco o mai vista in Parlamento. Dopodiché Fillon ha invitato gli elettori a votare per Emmanuel Macron contro Marine Le Pen. “L’estremismo porta solo disgrazie e divisioni”, ha detto. D’altronde anche il premier socialista, Bernard Cazeneuve, ha avvertito che “la presenza di un candidato di estrema destra dopo l’impatto che questo aveva avuto nel 2002 (con la sconfitta di Lionel Jospin ad opera del padre di Marine, ndr) ci obbliga a unirci a tutti i repubblicani per contrastarlo”. “Vi chiedo di votare Macron e di sconfiggere questo progetto disastroso che riporterebbe indietro la Francia e dividerebbe i francesi”, ha detto Cazeneuve parlando dal suo ufficio. Anche il ministro-portavoce dell’esecutivo, Stephane Le Foll, ha avvertito che la Le Pen “non risolverebbe i problemi dei francesi” e l’ex premier Manuel Valls ha chiesto un voto per Macron per “unirsi” di fronte “alla gravità del momento”. E non è un caso che, secondo un sondaggio-lampo condotto dall’istituto Ipsos-Sopra Steria, Macron può vincere agevolmente il ballottaggio con il 62% dei consensi contro il 38% di Le Pen. Un altro rilevamento della IfopOpinion dà il candidato centrista di En Marche al 59% e la leader del Front National al 41%. Ma la partita è ancora tutta da giocare.

Le parole della Le Pen – “Mi avete portato al secondo turno delle elezioni presidenziali. Ne sono onorata, con umiltà e riconoscenza. La prima tappa che deve condurre i francesi all’Eliseo è stata compiuta. Questo risultato è storico, ho il compito di difendere l’indipendenza della Francia, il popolo rialza la testa ed è fiducioso nell’avvenire”. Lo ha detto la leader del Front National Marine Le Pen, parlando al suo comitato elettorale. “Il sistema ha cercato con tutti i mezzi ha cercato di soffocare il grande dibattito politico di questo Paese – ha proseguito Le Pen -, questo dibattito avrà luogo. I francesi hanno una scelta facile, o continuare sulla strada della deregulation facile, senza protezioni, o la Francia che preserva la sua identità nazionale. È il tempo di liberare il popolo francese dalle élite arroganti che vogliono dettar legge. Io sono la candidata del popolo, lanci un appello a tutti i patrioti onesti e sinceri, indipendentemente dal loro voto al primo turno: votatemi, e’ in gioco una sfida essenziale, la sopravvivenza della Francia, chiedo a tutti l’unità nazionale. Come diceva De Gaulle la grandezza di un popolo dipende solo dal popolo”.

Le parole di Macron – I francesi hanno “deciso di portarmi in testa al primo turno di questo voto, sento l’onore e la responsabilità, vorrei congratularmi con gli altri candidati al primo turno”. Lo ha dichiarato il candidato centrista Emmanuel Macron. E poi ha aggiunto un pensiero ai candidati che ora lo appoggeranno: “Ringrazio Hamon e Fillon per aver chiesto di votare per me al secondo turno”. E poi un riferimento alla sua battaglia contro la Le Pen: “Spero tra 15 giorni di diventare presidente del popolo francese, dei patrioti, per farla finita con tutti i nazionalismi”. “In un anno, noi abbiamo cambiato il volto della politica francese – ha detto Macron, tra i suoi sostenitori in festa e citando la moglie Brigitte, “senza la quale non sarei qui. Non lo dimenticherò mai, non rinunciate mai, restare coraggiosi. Da stasera devo unire tutti i francesi, sento l’onore e la responsabilità”. “Tra 15 giorni spero di diventare il vostro presidente, il presidente ti tutti, davanti alla minaccia dei nazionalisti, un presidente che aiuta, protegge e costruisce – ha scandito, appellandosi a tutti i “patrioti” – Il compito è immenso, sono pronto al vostro fianco. La battaglia inizia stasera e la vinceremo. Viva la repubblica, viva la Francia”.

L’affluenza – A differenza del primo dato delle 12, che segnalava un lieve aumento rispetto al primo turno delle presidenziali del 2012, alle 17 l’affluenza alle urne era del 69,42%, un punto in meno rispetto a 5 anni fa (allora fu del del 70,59%), ma comunque un dato incoraggiante dopo le previsioni della vigilia secondo cui l’astensionismo sarebbe stato alto. L’affluenza è arrivata alla chiusura dei seggi (alle 20) al 78,8%, contro l’80,42% del 2012.