Elezioni presidenziali, seggi aperti in Francia. Alle 17 affluenza al 69,42%. Ecco i primi exit poll: testa a testa Macron-Le Pen

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Giorno di elezioni in Francia e pare che l’incubo terrorismo non abbia intimorito più di tanto i francesi. A differenza del primo dato dell’affluenza delle 12, che segnalava un lieve aumento rispetto al primo turno delle presidenziali del 2012, alle 17 il dato era del 69,42%, un punto in meno rispetto al 2012 (allora fu del del 70,59%), ma comunque un dato incoraggiante dopo le previsioni della vigilia secondo cui l’astensionismo sarebbe stato alto. Al voto sono chiamati 45,7 milioni di elettori, ai quali si aggiungono oltre un milione di residenti all’estero. I seggi, 66mila in tutto il Paese, sono aperti dalle 8 e chiudono alle 20. Considerati luoghi “vulnerabili” anche dai servizi segreti dopo l’attentato terroristico del 20 aprile, sono presidiati da oltre 50mila poliziotti.

Intanto arrivano i primi exit poll. Il primo in assoluto, ottenuto a metà giornata dalla radio belga Rtbf, vede Emmanuel Macron – candidato di En Marche – al 24%, seguito dalla leader del Front National Marine Le Pen al 22%. Francois Fillon dei Républicains si fermerebbe al 20,5%, mentre Jean-Luc Melenchon della sinistra radicale al 18%. Ma oltre a loro, ci sono altri sette candidati: Benoit Hamon per i socialisti, Nathalie Artaud, François Asselineau, Jacques Cheminade, Nicolas Dupont-Aignan, Jean Lassalle, Philippe Poutou.

 

Giunto al passo d’addio, l’uscente Francois Hollande ha rivolto ai 47 milioni di elettori francesi un messaggio che è anche un implicito appello a vincere la paura e a recarsi alle urne. “Siamo stati messi a dura prova nell’ultimo periodo, ma siamo pronti alle presidenziali e alle legislative. Questo è il messaggio che possiamo dare: la democrazia è più forte di tutto”, le parole del presidente dal seggio di Tulle, nel dipartimento di Corrèze, dove ha votato prima di rientrare a Parigi.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Quell’asse Draghi-Renzi sui Servizi

A volte guarda che strane le coincidenze! Il direttore del Dis (il coordinamento dei Servizi segreti) Gennaro Vecchione informa il Copasir, cioè il Parlamento, che lo 007 Marco Mancini ha incontrato Matteo Renzi nell’autogrill di Fiano Romano senza informare i superiori, e 48 ore dopo

Continua »
TV E MEDIA