Emergenza migranti a Milano. E Sala avverte: “aiutino tutti o dovremmo utilizzare le tende”. Ma per ora Maroni alza un muro

dalla Redazione
Cronaca

Dopo Ventimiglia, è emergenza migranti a Milano. Anzi, proprio dopo i blocchi alle frontiere di Ventimiglia e Como, è la città della madonnina a rischiare di essere invasa dai profughi e di non avere i mezzi e le strutture per accogliere tutti. Ed ecco allora che all’orizzonte comincia a intravedersi l’ipotesi di dover ricorrere alle tende. 0Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, durante un incontro di presentazione di 19 nuove start-up in favore delle periferie, non esclude questa ipotesi che adesso si trova al vaglio della Prefettura, ma precisa subito: “Non è prevista nessuna tendopoli“, parola evocata invece dalle opposizioni. “Con il prefetto di Milano, Alessandro Marangoni, si sta monitorando la situazione e non è esclusa la possibilità che si usino tende – dice il primo cittadino – perché di spazi in tempi molto rapidi non ce ne sono in questo momento. Ho insistito con il ministro Pinotti che si deve lavorare sulle ex caserme perché sono spazi che oggi sono inutilizzati e possono garantire sicurezza”.

Insomma, la situazione a Milano è tutt’altro che agevole e rischia di diventare ancora più disperata. Fino a pochi giorni fa erano accolti 3.100 migranti. Ma nel fine settimana il Comune ha dovuto allestire altri 200 posti letto, che hanno fatto salire le quote a 3.300. La situazione nei centri accoglienza è ormai al collasso perché i numeri di quest’anno non si erano mai raggiunti nemmeno nelle estati precedenti. Sala, per il momento, tuttavia, ostenta sicurezza. Tutto è “nel pieno controllo delle autorità competenti”, dice. E sull’ipotesi tende chiarisce che “in funzione di ulteriori esigenze si potranno aggiungere alcune tende per la prima accoglienza, che si aggiungeranno a quelle già sistemate all’interno dell’ex Centro di via Corelli e della caserma Mancini. Non è prevista, dunque, alcuna tendopoli in altri luoghi della città. Preciso questo a beneficio dei campioni del comunicato stampa ‘un tanto al chilo’ che vogliono descrivere una città allo sbando che non esiste”. I problemi “si affrontano e si risolvono con il buon senso e tanto lavoro”.

Bisogna vedere però cosa avverrà nei prossimi giorni. “Più che nuovi arrivi – sostiene il sindaco – bisogna capire questo reflusso da Ventimiglia e da Como, se porterà i migranti su Milano”. Perché ormai nelle due città di frontiera la situazione è fuori controllo.

Com’era inevitabile, è proprio sulla querelle migranti che si acuisce lo scontro politico. La possibilità di allestire tende per accogliere i migranti non piace ovviamente ai partiti di opposizione. Secondo il deputato e coordinatore di Forza Italia per la provincia di Milano, Luca Squeri, “a Milano l’emergenza migranti sta assumendo i contorni di un disastro: migliaia di persone stipate in centri d’accoglienza allo stremo, con la sinistra che continua a smistare clandestini qua e là, forzando la mano ai comuni dell’hinterland. E ora il sindaco se ne esce con la ‘brillante’ idea di trasformare la città in una tendopoli“.

Nello scontro politico, Sala ha chiamato in causa anche Maroni: “Continuo a non capire l’opposizione del presidente della Regione Roberto Maroni all’uso dell’ex campo base di Expo per ospitare i migranti, ma credo che da settembre lo potremo utilizzare nonostante la sua contrarietà. Non c’è alternativa e sono in continuo collegamento con Roma e col governo per tenere sotto controllo la situazione, vista la chiusura delle frontiere che provoca ricadute forti sulla città di Milano”. La replica di Maroni non si è fatta attendere, il governatore lombardo ha scritto su Twitter “Sulla questione immigrati il governo Renzi è allo sbando” e aggiunge, riferendosi alla situazione di Como, che “questi non sono profughi, ma clandestini. Vanno espulsi”.