Emergenza migranti, altro che virata umanitaria. Ecco il calcolo della Merkel. La Cancelliera mira a integrare in patria nuova forza lavoro

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Ravvedimento ispirato da ragioni umanitarie o calcolo politico-economico? Chissà, magari alla fine avrà prevalso un equilibrato mix dei due ingredienti. Perché un fatto è certo. Soltanto un mese fa era inimmaginabile che la Germania potesse dichiararsi disponibile ad accogliere 500 mila profughi l’anno. Naturalmente la cifra ha tenuto banco in tutta la giornata di ieri. Ma sullo sfondo rimane una domanda: come mai il Governo di Berlino, che per anni ha tenuto i cittadini europei sotto il giogo dell’austerity, adesso ha scelto la virata umanitaria sul fronte degli immigrati?

LA SPINTA
Certo, in molti fanno notare che dopo lo scatto del piccolo Aylan, morto sulla spiaggia, non si poteva più far finta di niente. E fanno notare che quella foto, relativa a un singolo caso, alla fine si è trasformata in uno “schiaffone” collettivo impresso sulla faccia di tutti i cittadini europei e dei loro governanti. Eppure Angela Merkel è una politica troppo furba e navigata per indurre a pensare che non ci sia anche dell’altro. Per carità, nulla di losco. Ma di “politico” ed “economico” sì. Un’indicazione, per esempio, è arrivata l’altro giorno da un’intervista rilasciata al Corriere della sera da Anand Menon, docente di politiche europee e affari esteri al King’s College di Londra. Famoso per la sue analisi provocatorie, Menon ha detto che con questo nuovo e repentino atteggiamento di apertura sugli immigrati i tedeschi vogliono vincere “la gara del mercato, che ha bisogno di nuova forza lavoro”. Per l’analista il Governo guidato dalla Merkel “va dai sindacati” e dice loro: “Vi portiamo qualche migliaio di lavoratori siriani, laureati. Evviva. In pace con la coscienza si bada al sodo”. Parole in un certo senso dure, come si vede, che forniscono un retroscena un po’ cinico della vicenda.

LA POSIZIONE
Ma qualche conferma tedesca a questa sensazione sembra arrivare dalle parole del falco Wolfgang Schaeuble, che ieri era impegnato al Bundestag per la presentazione del bilancio 2016. L’emergenza è una priorità e deve essere superata, ha sottolineato il ministro delle Finanze tedesco, che però ha aggiunto che “vogliamo farlo senza nuovi debiti”. Il ministro ha poi insistito sulla necessità di creare 150mila posti per i rifugiati in vista dell’inverno e di perseguire politiche per “l’integrazione, con prospettive di lungo periodo. Dobbiamo offrire loro un’opportunità, dare un lavoro e istruzione per i loro figli”, ha detto Schaeuble, che poi, in riferimento agli impegni finanziari, ha assicurato ancora: “Siamo nella condizione di poter agire in modo adeguato davanti a questa grande sfida, perché in passato abbiamo lavorato per risanare le finanze dello Stato”. Insomma, accoglienza sì, ma produttiva.

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di Gaetano Pedullà

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