Energia, finanza, reti e telecomunicazioni. I segreti del Copasir a cui puntano i grillini

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di Stefano Sansonetti

Una lista di 185 audizioni all’interno della quale si trova davvero di tutto. Non soltanto spuntano i rappresentati delle strutture dei nostri servizi segreti, ma anche top manager di aziende quotate e di gruppi pubblici.
E addirittura i vertici dei colossi della finanza. Parliamo di un elenco di cui fanno parte Generali, Unicredit, Fincantieri, Finmeccanica e i big delle telecomunicazioni come Telecom, Wind, Vodafone e H3G. Tutto questo è passato attraverso il Copasir, il Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, nel corso della legislatura che si è appena conclusa.
Adesso l’organo, che negli ultimi anni è stato guidato da Massimo D’Alema, è entrato nel mirino del Movimento 5 Stelle. I grillini, infatti, non sembrano avere nessuna intenzione di rinunciare alla presidenza del Comitato, riservata all’opposizione un po’ come quella della Commissione di vigilanza sulla Rai.

Ed è proprio verificando tutto il materiale maneggiato nei mesi dal Copasir che ci si può rendere conto dell’ “universo” a cui il M5S avrebbe accesso, se veramente riuscisse a insediarsi al vertice del Comitato. Le cui riunioni, tanto per far capire come stanno le cose, sono sempre circondate dalla massima riservatezza.
Ebbene, negli ultimi mesi, a cavallo tra il 2012 e l’inizio del nuovo anno, sotto la regia di D’Alema il Copasir ha concentrato molto l’attenzione sulla sicurezza delle società bancarie e assicurative. Il 12 dicembre dell’anno scorso, per esempio, è stato ascoltato Sergio Balbinot, chief insurance officer del gruppo Generali. Un mese prima, per la precisione il 7 novembre, era stata la volta dei vertici di Unicredit. Davanti al Comitato, in particolare, si sono presentati Paolo Fiorentino, chief operating officer della banca, in compagnia di Giuseppe Scognamiglio, responsabile public affairs, e di Pietro Blengino, responsabile della sicurezza. In un periodo di attacchi informatici, con i sistemi su cui viaggiano le grandi aziende sempre più a rischio, è quindi stato interesse del Comitato verificare la situazione anche all’interno del mondo del credito.
Ancora prima però, ed era il 31 ottobre del 2012, era sfilato davanti al Comitato anche Riccardo Infelisi, il responsabile sicurezza di Fincantieri, il colosso pubblico della cantieristica. Preceduto qualche giorno prima da Paolo Campobasso, stessa funzione all’interno di Finmeccanica. Questo a dimostrazione del fatto che le verifiche del Copasir possono essere davvero trasversali. Naturalmente nel corso dei mesi particolare attenzione si è concentrata su tutte le società delle reti, settore a dir poco sensibile.
Nel giugno del 2011, per dire, un’audizione toccò a Flavio Cattaneo, ora come allora amministratore delegato di Terna.
E tra il 2011 e il 2012 più volte sono stati coinvolti Paolo Scaroni e Fulvio Conti, amministratori delegati rispettivamente di Eni ed Enel. Per non parlare della delicatezza del segmento telecomunicazioni. I manager di società come Telecom, H3G, Vodafone e Wind sono spesso stati ospitati dal Comitato.
Dalle audizioni più risalenti, grosso modo nei primi anni dell’ultima legislatura, spunta fuori addirittura il nome di Henry Kissinger, ex sottosegretario di stato Usa durante le presidenze di Richard Nixon e Gerald Ford. Insomma, probabilmente i grillini sanno cosa significa mettere le mani sul Copasir, o forse non immaginano appieno cosa possa comportare. Di sicuro, all’interno dello stato, c’è che vede con più di qualche preoccupazioni il fatto che il M5S possa accedere a un universo tradizionalmente fatto di segreti e riservatezza.

@SSansonetti

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