Energy compact: cos’è e come funziona il piano europeo di indipendenza energetica

Energy compact: cos'è
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Energy compact: cos’è e come funziona il programma di rinnovamento delle fonti energetiche previsto dall’Unione Europea sia nel breve sia nel luogo periodo.

Energy compact: cos’è

Con l’invasione della Russia in Ucraina e le sanzioni economiche inflitte al Paese di Vladimir Putin, ci sarà una riorganizzazione per rispondere alla crisi energetica. L’Unione Europea prevede una riposta sia nel breve sia nel lungo periodo per rispondere alle difficoltà economiche che vari settori stanno affrontando nell’ultimo periodo.

La Commissione Europea dovrebbe presentare l’8 marzo il suo Energy compact: un insieme di iniziative per affrontare la crisi energetica di questi giorni, destinata ad avere effetti pesanti sui prezzi. Nel provvedimento è previsto l’aumento degli investimenti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma anche una serie di incentivi per finanziare piani di efficientamento energetico degli edifici. Inoltre, verranno fissati requisiti specifici di riserve di gas da accumulare ogni anno entro il 30 settembre. Ci saranno nuovi interlocutori come Stati Uniti, Qatar e Algeria.

Come funziona il piano europeo di indipendenza energetica

Dunque, il piano europeo prevede di non rinunciare al gas a breve ma nell’organizzazione e negli obiettivi previsti a lungo periodo,  l’appello della Commissione ai Paesi membri è infatti di “essere ben preparati per il prossimo inverno. Viene ritenuto necessario “un livello medio Ue di riempimento dello stoccaggio di almeno l’80% entro il 30 settembre di quest’anno”. Il tutto sarebbe finanziato con fondi messi a disposizione dalla Banca Europea degli Investimenti sotto forma di prestiti, che i singoli Stati dovranno poi ripagare in 12-15 anni.

Per quanto riguarda la transizione alle rinnovabili, l’ipotesi della Commissione è di aumentare gli investimenti, in particolare quelli sul biogas. Anche il settore agricolo beneficerà di un aiuto nel processo di rinnovazione di fonti energetiche.  L’idea è sostenere quelle che usano fertilizzanti alternativi, in un contesto in cui quelli tradizionali (il cui prezzo dipende molto da quello del gas) è davvero leivitato.