Ennesima figuraccia della Lega sul Recovery Fund. Sugli aiuti Ue il Carroccio sbugiardato dai tecnici parlamentari: l’Italia otterrà 87,4 miliardi e non 81,4 come stimato inizialmente

dalla Redazione
Politica

Altro che flop come vogliono far credere i sovranisti. A smentire le fake news di Matteo Salvini è anche l’Ufficio parlamentare di bilancio, specificando che l’Italia dall’Europa ha ottenuto trasferimenti maggiori di quelli annunciati dal premier Giuseppe Conte. Dall’Ue arriveranno infatti 87,4 miliardi e non 81,4 come aveva stimato la delegazione italiana a Bruxelles al termine del Consiglio europeo sul Recovery fund.

L’ANALISI. Per l’Ufficio parlamentare di bilancio il beneficio netto per l’Italia con il Recovery fund è di oltre 46 miliardi, il più elevato tra tutti gli Stati membri. Mentre Germania e Francia sosterranno i maggiori costi netti. Evidenziato quindi che i prestiti potranno arrivare al 6,8% del reddito nazionale lordo di ogni Paese e che sui sussidi il calcolo di dettaglio va fatto sulla base dei criteri concordati dai leader Unione, diversi da quelli proposti dall’esecutivo di Ursula von der Leyen nel maggio scorso. Il Fondo per la ripresa e la resilienza, che vale 672,5 miliardi su 750 miliardi complessivi, in particolare, sarà ripartito nel 2021 e 2022 come da proposta della Commissione europea, in base alla popolazione, al pil pro capite e al tasso di disoccupazione medio del periodo 2015-19. Per il 2023 però il criterio del tasso di disoccupazione negli anni dal 2015 al 2019 è stato sostituito dalla perdita di Pil reale nel 2020 e dalla perdita cumulativa nel 2020 e 2021. Tutti particolari che risultano maggiormente favorevoli per l’Italia, il Paese europeo su cui di più ha pesato la pandemia e in cui maggiore è la crisi economica generata dall’emergenza coronavirus.

UN SUCCESSO. Basandosi sulle previsioni fatte dall’Ue sui conti pubblici, in cui viene stimato un crollo del pil italiano dell’11,2%, l’Ufficio parlamentare di bilancio ha calcolato che a Roma spetteranno trasferimenti a fondo perduto per un totale di 87,4 miliardi, di cui 73,4 a valere sul Fondo per la ripresa e la resilienza. Sempre l’Ufficio parlamentare di bilancio ha inoltre calcolato il beneficio o costo netto derivante dall’attivazione del Next Generation Eu per ogni Stato membro, facendo la differenza tra i trasferimenti a fondo perduto e il contributo al rimborso del debito che verrà emesso dalla Commissione europea per il suo finanziamento, ipotizzando che il contributo richiesto all’Italia ammonterà a 41,1 miliardi e il suo beneficio netto sarà pari a oltre 46 miliardi. Una stima difficile, essendo legata a quante nuove “risorse proprie” verranno effettivamente introdotte, consentendo alla Commissione europea di ripagare in modo autonomo parte del debito. I ricercatori hanno dovuto quindi compiere una stima dei contributi che ciascun paese potrebbe dover versare basata sulla quota media delle entrate del bilancio dell’Unione europea, garantita dai vari Stati membri dal 2014 al 2018. Per l’Italia sono previsti comunque oltre 46 miliardi. A seguire la Spagna, con un beneficio di 45,5 miliardi e la Grecia, con 15,9 miliardi, mentre a perdere di più saranno la Germania, contribuendo per 105,4 miliardi e ricevendone 26, la Francia, con 29,8 miliardi di costo netto, e i Paesi Bassi, con un costo netto di 18,1 miliardi, ricevendo 6,6 miliardi di aiuti a fronte di 24,7 di contributi.