Equitalia non ci sarà più. Al suo posto l’Agenzia della Riscossione, cancellati gli interessi sulle multe arretrate

dalla Redazione
Economia

Il nome Equitalia sparirà dagli incubi di migliaia di italiani. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha infatti firmato il decreto fiscale che ratifica la decisione del Governo: smantellare la società e sostituirla con una nuova struttura, che si chiamerà Agenzia della Riscossione. L’ente sarà sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministero dell’economia e delle finanze, mentre il presidente sarà il direttore dell’Agenzia delle Entrate. Per quanto riguarda le multe stradali, è prevista una definizione agevolata: non ci sarà una cancellazione totale, ma si dovrà pagare lo stesso. Il vantaggio è che però saranno eliminati gli interessi maturati nel tempo per eventuali ritardi nei pagamenti.

Il personale di Equitalia sarà spostato “senza soluzione di continuità e con la garanzia della posizione giuridica ed economica maturata alla data del trasferimento” all’Agenzia della Riscossione solo dopo “previo superamento di apposita procedura di selezione e verifica delle competenze, in coerenza con i principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità”. Secondo le cifre contenute nel decreto fiscale, il gettito per lo Stato sarà di 2 miliardi di euro nel 2017. Mentre nel prossimo triennio la previsione è di un introito pari a 3,7 miliardi di euro anche grazie al potenziamento dell’azione di riscossione dei crediti.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non ha celato tutta la sua soddisfazione: “Con Equitalia c’è un meccanismo per cui, quando non paghi una multa o le tasse, scattano interessi devastanti e sembra che lo Stato voglia fare cassa. Lo Stato deve essere il tuo consulente. A breve partirà il meccanismo per cui ti avverte con un messaggino. Il meccanismo è quello di avere uno che ti viene incontro e che ti dice ‘ehi occhio…'”. Il premier ha comunque ribadito che “le multe si devono pagare” e la cancellazione di Equitalia non è un modo di “lisciare il pelo agli italiani”.

Ma nel Partito democratico c’è già aria di polemica. “Rottamare le cartelle di Equitalia è accettabile solo se si mette una soglia riferita alla pletora di casi minori che devono essere evidentemente trattati nel futuro con procedure riformate. Discutiamo dunque di questo”, ha dichiarato l’ex segretario dem, Pier Luigi Bersani. Dalle opposizioni la critica è ancora più aspra. “Equitalia non chiude, cambia solo nome. Un po’ come nel film di Checco Zalone con le province che si trasformano in città metropolitana”, ha ironizzato il capogruppo di Sinistra italiana alla Camera, Arturo Scotto.