Esplosione nella metro di Londra. È terrorismo: 29 feriti per lo scoppio di un ordigno in un vagone. Ora è caccia all’uomo. Intanto l’Isis rivendica

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Ancora incubo terrorismo a Londra. Questa volta il teatro dell’attacco è stato la linea verde del Tube, la District Line, tra le più trafficate della capitale britannica, in una carrozza affollata di pendolari. Erano le 8,20 quando, all’altezza della stazione Parsons Green, un’esplosione all’interno di un vagone ha provocato 29 feriti, tra cui un bambino di 10 anni, alcuni con ustioni al volto e altri travolti durante la fuga dal treno. L’ordigno era nascosto in un secchio all’interno di una busta per surgelati dei supermercati Lidl, con lucine di Natale che erano state collegate a una batteria nella parte superiore: è esploso solo parzialmente, provocando una fiammata, ma ha provocato il panico e la fuga precipitosa, tanto che i testimoni hanno descritto “una palla di fuoco” all’interno del vagone.

Le testimonianze – Per Scotland Yard sin da subito è stato chiaro che l’episodio fosse da ascrivere ad attentato terroristico. Il quinto dall’inizio del 2017 nella capitale britannica. E ora la paura torna ad essere palpabile nelle vie londinesi. A Parsons Green c’è da ieri una forte presenza di agenti armati, ambulanze e vigili del fuoco. Numerosi posti di blocco nella zona Fulham, attorno all’area in cui si trova la stazione della metro, sulla quale volteggia anche un elicottero. Le scuole sono state ovviamente chiuse. Drammatiche le testimonianze raccolte sin dalle prime ore da chi era presente all’attentato. “Sono ancora sotto shock. Quando sono uscita dalla carrozza ho visto un signore che si era bruciato un braccio e la faccia, anche un’altra signora era ustionata”, racconta una signora. “Lo scoppio è avvenuto nella carrozza dopo quella in cui ero seduta, ho visto il fuoco venire verso di me. Il rumore dello scoppio? Si, è stato forte, abbastanza potente da attirare l’attenzione”, dice un’altra superstite. Ma il terrore è anche per quello che ora potrebbe accadere. “Prima la polizia mi ha detto di restare chiusa in casa poi sono tornati e mi hanno chiesto di uscire, mi sono così rifugiata da un’amica”, è il racconto di Cristiana Cau, sarda da 25 anni a Londra, ascoltata dall’Ansa.

Le indagini – E ora novità potrebbero emergere dalle indagini avviate, su cui c’è il massimo riserbo. “Gli inquirenti stanno guardando le immagini delle telecamere a circuito chiuso, continua il lavoro della polizia scientifica e l’ascolto dei testimoni”, ha detto il capo dell’unità anti-terrorismo di Scotland Yard, Mark Rowley. Per ora, infatti, nessun sospetto è stato fermato. A sbilanciarsi è stato il sindaco di Londra Sadiq Khan, che già nel pomeriggio di ieri aveva confermato che è in corso una “caccia all’uomo” per trovare l’attentatore. Intanto, però, la polizia ha chiesto a tutti di scaricare video o foto relativi all’attacco e ai momenti precedenti e successivi su un sito dedicato. “Potete fare la differenza”, è il messaggio lanciato su Twitter dagli inquirenti specializzati. La polizia ha anche invitato i cittadini a segnalare ogni comportamento sospetto e a chiamare il 999 in caso di emergenza. Insomma, la caccia è aperta, ma è tangibile il timore che a quello di ieri possano seguire altri attentati.

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