Euro 2016, le stelle non brillano. Le outsider Croazia e Polonia sognano di entrare tra le grandi, mentre la Uefa premia chi ha deluso

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La prima giornata di Euro 2016 è andata via nel segno dell’equilibrio. Il cammino verso l’eldorado è ancora lungo, lunghissimo. E, almeno, per il momento, nessuna squadra ha dato l’impressione di essere nettamente superiore alle altre. Anche le grandi favorite hanno arrancato. La Germania ha vinto, ma non ha certo entusiasmato, come anche la Spagna e i padroni di casa della Francia. Il Belgio, dato tra le favorite, è crollato sotto i colpi della poco quotata Italia (almeno fino a lunedì sera).

Il Portogallo del fenomeno Cristiano Ronaldo è stato fermato sul pari da un’ottima Islanda, che non a caso ha trovato la qualificazione nel girone dove sono rimasti fuori i tulipani dell’Olanda. Occhio a Polonia e Croazia, due outsider che hanno fatto una buona impressione all’esordio. E presto le vedremo, rispettivamente, al cospetto di Germania e Spagna. Insomma in un campionato europeo così equilibrato anche la nostra Italia tutta corsa, grinta e tattica può dire la sua. Il migliore degli azzurri nella prima giornata è stato indiscutibilmente il difensore Leonardo Bonucci. Insuperabile in difesa, illuminante in fase di impostazione con un lancio perfetto di 50 metri che ha messo in porta Emanuele Giaccherini per il gol del vantaggio. Anche L’Equipe, uno dei giornali sportivi più autorevoli al mondo, gli ha regalato la palma del migliore inserendolo di diritto nella top 11.

Saremo anche patriottici, ma ci sembra difficile capire come sia possibile che il difensore della Juventus sia rimasto fuori dalla graduatoria ufficiale dei migliori stilata dalla Uefa. Non fosse altro per il fatto che la stessa top 11 Uefa inserisce tra i titolari l’offuscato Ronaldo, rimasto a secco contro l’Islanda. Con almeno un paio di reti divorate. Oltre a quella di Bonucci appaiono quantomeno discutibili le esclusioni dello spagnolo Iniesta (assist al bacio) e del croato Modric, entrambi autori di giocate che da sole hanno consegnato i tre punti alla propria nazionale.  L’Equipe e la Uefa concordano, invece, su Jordi Alba, Dier e Payet. Per i giornalisti francesi nella formazione ideale ci sarebbero anche Pellè e mister Conte. Ma il barometro Uefa tiene conto anche delle partite di qualificazione e non solo di quelle della competizione appena cominciata in Francia. Un algoritmo appositamente progettato che, però, non fornisce proprio il quadro dei migliori del momento.

Niente paura allora. Gli azzurri, pur se rimasti in panchina, possono guardare al futuro fiduciosi.