Le Lettere

Euro… arredo

Adesso l’Ue fa il restyling alle banconote. Ma a che serve? E a che serve l’Ue? Era meglio quando c’era il Mec, il Mercato comune europeo: non c’erano dazi, l’Europa era un libero mercato, c’era libera circolazione: tutto come adesso tranne le mille stupidate inventate dall’Ue.
Monica Vieri
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Gentile lettrice, non dica così. A Bruxelles sudano sette camicie per farci star bene e lei si lamenta. Prenda Ursula von Bomben e Christine Lagarde. Si dannano per scucire ai Paesi i soldi per arricchire le industrie delle armi. Sì, quelle americane sono già ricche, ma quelle europee, dopo 80 anni di estenuante pace, sono stremate, hanno bisogno di guerre. E poi la Germania, che ha l’industria dell’auto in rovina, deve trasformarla in industria bellica, finanziata dallo Stato, cioè dai cittadini, sotto forma di commesse, così si aggirano anche le regole del Wto che vietano gli aiuti di Stato. Gli europei hanno fame? Con una banconota da 50 euro non si fa nulla ed è quasi inutile averla in tasca? Ursula e Christine si son dette: rendiamole utili, ‘ste banconote, facciamole belle coi capolavori di Raffaello o Velazquez stampati sopra. E infatti saranno utili: daranno colore alla vostra tavola se le usate come tovaglioli usa-e-getta o sennò incollatele come carta da parati sui muri di casa che abbisognano d’una mano di bianco ma costa troppo. È il nuovo euro-arredo. Una bella idea, no? Non è nuova: prima di Ursula e Christine una cosa simile la ideò la regina Antoinette di Francia: “Il popolo non ha il pane? Dategli le brioche!” (finì alla ghigliottina, ma non lo dica a Ursula e Christine, che sono tanto delicate).

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