Eurolandia va sempre peggio

di Sergio Patti

La Banca centrale europea ha giร  accumulato un ritardo imperdonabile. E se nel board del 4 dicembre non annuncerร  lโ€™avvio del quantitative easing (lโ€™acquisto di titoli di Stato sul mercato, per liberare liquiditร  bloccata nelle banche) il quadro dellโ€™economia nellโ€™Eurozona sarร  tanto buio da rendere difficilissimo trovare una via per ripartire.

TROPPI RITARDI
Le prospettive infatti โ€œsono circondate da diversi rischi al ribassoโ€, come ha detto ieri lo stesso presidente della Bce, Mario Draghi, intervenendo al Parlamento finlandese. I prestiti al settore privato sono infatti diminuiti ancora (-1,1% a ottobre) e oggi sono attese le stime sullโ€™inflazione che si dovrebbero attestare su uno sconfortante 0,3%: il livello piรน basso dal 2009. Numeri che non dovrebbero far tentennare lโ€™istituto di Francoforte, obbligato dai trattati ad intervenire, ma poi nei fatti immobilizzato dalla politica del rigore imposta da Berlino.

SOLO ANNUNCI
Draghi ieri รจ tornato perciรฒ a rivendicare gli effetti positivi suscitati dal semplice annuncio – ormai da mesi – del pacchetto di credit easing. Dagli annunci perรฒ non si passa mai ai fatti. E anche se il mercato ci spera – tanto che i tuitoli di Stato continuano a scendere – azioni concrete per ora non se ne vedono.