Europa colpita al cuore. Caccia aperta agli attentatori di Bruxelles. Cinque in tutto i ricercati

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Le urla in arabo, le raffiche di mitra, le esplosioni. A ferire a morte il cuore di un’Europa incapace di difendersi sono stati, come al solito, i terroristi dell’Isis. Che hanno scagliato ben due attacchi. Prima un kamikaze ha colpito l’aeroporto internazionale “Zaventem” dove sono state uccise quattordici persone e altre ottanta sono rimaste ferite. Quindi i jihadisti hanno fatto esplodere degli ordigni tra le stazioni metropolitane di Maelbeek e quella di Schuman. Qui si parla di almeno venti morti e cinquantacinque feriti. E tra questi ultimi, secondo la Farnesina, ci sarebbero anche tre italiani.

L’INEFFICIENZA
Due uomini sono stati fermati perché sospettati di avere a che fare con gli attacchi a Bruxelles. Ma ancora non vi è la certezza si tratti dei responsabili. Operazione di polizia nel pomeriggio nel quartiere di Schaerbeek per dare la caccia a un terzo uomo che resta tuttora ricercato. Ma sarebbero in tutto cinque le persone ricercate dalla polizia belga. Le esplosioni hanno colpito Bruxelles in un momento in cui il Belgio era già in alto stato d’allerta. Venerdì scorso, a Molenbeek, è stato arrestato Salah Abdeslam, il terrorista belga di origini marocchine che aveva condotto gli attacchi terroristici del 13 novembre a Parigi dove erano state ammazzate 130 persone. La stessa procura belga aveva lanciato l’allarme per nuovi attentati terroristici. “Siamo lontani dall’aver risolto il puzzle – aveva ammesso due giorni fa il procuratore federale belga Frédéric van Leeuw – il fatto di aver trovato dei combattenti stranieri dotati di armi pesanti è naturalmente preoccupante – ha aggiunto – è evidente che non erano qui per un pic nic. L’inchiesta dovrà determinare se pianificavano degli attentati”. Non hanno fatto in tempo a prevenirli.