L’Europa unico argine al terrorismo. Ma serve una strategia comune. Di Maio chiede maggior coordinamento tra Stati Ue. E la modifica immediata del Trattato di Dublino

di Antonio Acerbis
Politica

Nizza e Vienna sono soltanto gli ultimi di una lunga serie di attacchi alla democrazia. Dal 2015 ad oggi, del resto, si contano già 30 attentati terroristici in Europa che hanno causato 300 morti. “è evidente che non si tratta più di episodi, ma di una minaccia a cui è urgente reagire a livello europeo – scrivono i deputati della commissione Esteri della Camera del Movimento 5 Stelle -. Nessuno Stato può essere lasciato solo a combattere la minaccia del terrorismo”. A maggior ragione se a rischio sono la sicurezza e i principi democratici dell’intero continente.

L’UNIONE FA LA FORZA. “La tutela di questi valori deve rimanere una priorità dell’Unione europea – taglia corto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio -. L’Italia si è sempre fatta promotrice di un rafforzamento delle politiche europee a tutela della sicurezza dei cittadini”. Anche perché molti strumenti esistono già. “Si tratta di utilizzarli in modo più coordinato ed efficace e crearne altri adeguati alle nuove sfide”, aggiunge il titolare della Farnesina nel corso del Question Time alla Camera, rispondendo a un’interrogazione sulle iniziative volte ad accrescere la sicurezza delle frontiere europee.

“Con Francia e altri partner europei – spiega – sosteniamo la rapida adozione del regolamento per la prevenzione della diffusione di contenuti terroristici online”. Il ministro ha elencato alcune criticità: “Le banche dati spesso non parlano tra loro”, ammette. Sottolineando come “nuove norme volte a migliorare il sistema di informazione Schengen sono state introdotte l’anno scorso” sebbene i database disponibili diventeranno interoperabili solo dopo il 2023. “è impensabile che l’Europa debba aspettare altri tre anni, dobbiamo accelerare i tempi – insiste -. Le autorità dei singoli Stati membri devono rafforzare il proprio coordinamento superando particolarismi e gelosie nella condivisione delle informazioni. La strategia europea per combattere il terrorismo va arricchita e tradotta in fatti”.

Per Di Maio “l’Europa deve farsi pienamente carico delle proprie frontiere, finanziare i rimpatri e cambiare il principio di Dublino rivedendo la regola ingiusta di chi prima accoglie poi gestisce”. Ma come? La proposta del Movimento Cinque Stelle è chiara. E prevede, per cominciare, l’istituzione di una Procura europea antiterrorismo: dobbiamo costruire subito un sistema coordinato, con una Procura che agisca in tempo reale e abbia il polso investigativo sulle minacce terroristiche a livello continentale.

LE PRIORITA’. Secondo: firma di un Trattato europeo per la Sicurezza che comprenda intelligenza artificiale, tecnologie spaziali, analisi dei Big Data e calcolo ad alte prestazioni e che si fondi sulla certezza dello Stato di diritto. L’uso di prove e tecnologie investigative digitali può e deve essere portato avanti nel rispetto di tutti gli standard di protezione dei dati, di trasparenza, legalità e controllo democratico. Terzo: l’Europol deve avere un ruolo più definito e coordinato, un “codice di cooperazione di polizia” dell’Unione europea. Quarto: Eurojust, l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale deve essere rafforzata, in modo che le autorità giudiziarie e di polizia siano più coordinate. Quinto: sono necessari un nuovo Codice europeo per la sicurezza dei trasporti e un nuovo Programma di accordi bilaterali con altri Paesi (soprattutto quelli a maggior rischio terroristico), per potere tracciare meglio gli spostamenti di potenziali terroristi.