Expo, ritardi epocali. Ma Pisapia le prova tutte per essere ottimista. Tentativi fino alla fine di rendere fruibili le strutture

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Certo non può dire che alla fine i lavori saranno tutt’altro che finiti, con padiglioni e sezioni espositive ancora da costruire a meno di un mese dall’esposizione. Del resto il suo ruolo di sindaco di Milano gli impone un ottimismo che però ha molto il sapore della “facciata”. E così ieri il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, in visita ai cantieri di Expo 2015, ha provato in tutti i modi a scacciare una sorta di pessimismo della ragione.  “Forse non sarà tutto finito per l’inaugurazione, ma si potrà comunque vedere tutto il bello di Expo”, ha detto il primo cittadino che ieri ha tenuto una conferenza stampa con il commissario di Expo 2015 Giuseppe Sala. Per il resto il timing è risaputo. E i giorni scorrone veloci, se solo si considera che ne mancano 25 giorni all’inaugurazione. E i ritardi maggiori sono sulla parte del Padiglione Italia: sia sul cardo sud (un tratto di uno degli assi principali del sito) che su Palazzo Italia. Ma, ha cercato di assicurare Pisapia, “con sano e razionale ottimismo posso dire che sono stati fatti grandi passi avanti: con la cautela necessaria, aggiungo che su Padiglione Italia abbiamo la certezza che il Primo Maggio sarà possibile visitarlo almeno nelle parti espositive, quelle aperte al pubblico”. A ranghi ridotti, ma anche a Pasqua e Pasquetta, il cantiere di Expo non si é fermato (e c’è chi pensa già ad un Ambrogino per gli operai) perché non si può perdere tempo, come ha spiegato anche il commissario Sala che ha fatto il punto sugli ultimi avanzamenti. É stata completata la posa dei 400 tornelli, in settimana si partirà con la posa degli archi sotto i quali passeranno i visitatori in ingresso, si spargeranno fitociti sugli spazi verdi per accelerare la crescita dell’erba e si partirà con la segnaletica interna.

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