Expo, si allarga la “cupola degli appalti”

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dalla Redazione

L’Expo continua a far parlare di sé. Ma, anche questa volta, per le indagini giudiziarie. Questa volta a finire nel ciclone è Antonio Acerbo, commissario delegato di Expo 2015, il quale questa mattina ha “ricevuto” la visita della Guardia di Finanza che ha effettuato perquisizioni in relazione al progetto “Vie d’ acqua”. Ora Acerbo risulta indagato per corruzione e turbativa d’asta. Ci sarebbero, peraltro, anche altri indagati. Perquisizioni infatti sono in corso a carico di persone ritenute ”strumenti” e intermediari della presunta corruzione.

Stando al comunicato stampa diramato dal procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati, “nella giornata odierna sono state eseguite’” dalla sezione pg della Guardia di Finanza “perquisizioni nei luoghi in disponibilità dell’indagato Acerbo Antonio, nato a L’Aquila il 22 aprile 1949, cui è stata contestualmente notificata informazione di garanzia per i reati”, appunto, di turbativa d’asta e corruzione.

Acerbo, ricordiamo, è commissario delegato di Expo per le opere infrastrutturali (oltre che responsabile unico per il procedimento di Padiglione Italia). I magistrati hanno ordinato “l’esibizione degli atti e dei documenti” relativi al progetto Vie d’Acqua “presso Expo Spa e Metropolitana Milanese Spa”. L’indagine è una tranche dell’inchiesta che lo scorso maggio ha portato agli arresti, tra gli altri, di Gianstefano Frigerio, Luigi Grillo e Primo Greganti, e che ha smascherato la presenza della cosiddetta “cupola degli appalti” che, a questo punto, pare allargarsi ulteriormente.