Finita la pacchia per Autostrade. La concessione è al capolinea. Parla il senatore Santillo (M5S): “La politica deve badare solo all’interesse pubblico”

di Davide Manlio Ruffolo
L'intervista

Dopo le ultime novità sulla disastrosa situazione della rete autostradale è giunta l’ora di mettere mano alle concessioni. Ne è sicuro Agostino Santillo, il vicepresidente del gruppo parlamentare del M5S e capogruppo in commissione Lavori pubblici, trasporti e comunicazione di Palazzo Madama.

Dal dossier del ministero delle Infrastrutture emergono molte evidenze sulla scarsa manutenzione della rete. È l’ennesima conferma che l’unica strada è quella della revoca delle concessioni ad Autostrade?
“Lo diciamo dalla tragedia del Ponte Morandi. Lo ha ribadito Luigi Di Maio anche ieri, nel primo giorno del nuovo anno. Le concessioni ad Autostrade per l’Italia vanno revocate, la gestione deve passare ad Anas, con l’annessa riduzione dei pedaggi autostradali. Al di là da quanto sta emergendo dalle indagini della magistratura, a cui spetta il compito di fare al più presto luce su quella tragedia, abbiamo rilevato quanti siano i casi di fragilità e quanti i dossier edulcorati su strutture in pessimo stato di manutenzione. La responsabilità è anche della politica che per 20 anni ha lasciato operare i privati senza dovuti e adeguati controlli”.

In che modo potrebbe essere rivisto il sistema degli affidamenti statali?
“Lo abbiamo indicato nel decreto Milleproroghe. Il primo step è revocare le concessioni. In altri Paesi europei, i governi lo hanno fatto, optando per un sistema di finanziamento pubblico. In Spagna, ad esempio, da ieri alcune superstrade e autostrade gestite da privati sono gratuite. Il governo di Pedro Sanchez non ha rinnovato alla scadenza concessioni che duravano grazie al sistema delle proroghe da 50 anni e sottratto alla società Albertis, una controllata dal gruppo Atlantia, la holding che fa capo alla famiglia Benetton, il 30% di 1.559 chilometri di autostrade che gestivano fino all’altro ieri. Come? Non rinnovando la concessione scaduta. L’impatto economico sui profitti di Abertis, che nel 2018 sono stati pari a 1,6 miliardi, è del 9,8%”.

Sul Blog delle stelle viene indicato l’obiettivo della diminuzione dei pedaggi. Come intendete realizzare questo proposito?
“Lo abbiamo già indicato nel decreto Milleproroghe, in continuità con l’azione avviata al MiT dall’ex ministro Toninelli, dove grazie a una norma introdotta e voluta dal M5S non sono scattati i rincari del 95% delle autostrade italiane: un risultato niente affatto scontato. A questo aggiungo che dovremmo seguire le indicazioni dell’Autorità di regolazione dei Trasporti e/o dagli altri enti preposti, secondo cui il servizio di concessione, ossia il pagamento del pedaggio, deve essere commisurato all’effettivo servizio svolto nei confronti degli utenti”.

Il ministro De Micheli sulla revoca delle concessioni è stata piuttosto cauta mentre Italia Viva è assolutamente contraria e ha parlato di blitz. C’è il rischio di un nuovo caso Tav e relative tensioni sulla maggioranza e il Governo?
“La nostra posizione sul sistema delle concessioni è sempre stata chiara. Compito della politica è perseguire l’interesse pubblico, non il profitto dei privati. Il Capo dello Stato, nel suo discorso di fine anno, ha invitato tutti a un rinnovato senso di responsabilità. Mi sembra di ottimo auspicio. Questa maggioranza ha il dovere di praticare quanto auspicato da Mattarella e il dovere di dare una risposta chiara alle famiglie delle vittime del Ponte Morandi”.