Finita l’odissea dei minori a bordo della Open Arms. Conte la spunta su Salvini. Sbarcano in 27 ma il ministro dell’Interno ribadisce: “E’ un pericoloso precedente”

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Alla fine, sono stati in 27 a sbarcare a Lampedusa dall’Open Arms, la nave della Ong spagnola da 15 giorni in mare, in balia dello scontro politico tra il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e il premier Giuseppe Conte. “Stanno tutti bene”, dice all’agenzia Italpress, Francesco Cascio, medico igienista dell’Asp di Palermo, attuale responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa. “Sono stati portati all’hotspot – aggiunge – per l’identificazione”. Secondo quanto riferiscono fonti del Viminale, dei 27 immigrati per i quali è stato ordinato lo sbarco in quanto minorenni, già 8 si sono dichiarati maggiorenni. “Dopo i “malati immaginari”, ecco i “minorenni immaginari”! Però quello cattivo è Salvini. Mentre altri cedono, io non cambio idea” scrive il vicepremier in un post su Facebook.

Nel primo pomeriggio, era stato lo stesso ministro dell’Interno ad autorizzare lo sbarco. A sbloccare la situazione una nuova lettera del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, indirizzata al suo vice: nella missiva, il premier aveva ribadito la richiesta di far sbarcare i minori dalla nave ancorata al largo di Lampedusa con 134 migranti a bordo. Salvini aveva risposto alla lettera di Conte precisando che “la linea del Viminale non cambia”.

Al contempo, però, il ministro dell’Interno aveva sottolineato che “darò, mio malgrado, per quanto di mia competenza e come ennesimo esempio di leale collaborazione, disposizioni affinché non vengano frapposti ostacoli all’esecuzione di tale tua esclusiva determinazione, non senza ribadirti che continuerò a perseguire in tutte le competenti sedi giurisdizionali l’affermazione delle ragioni di diritto che ho avuto modo di esporti”.

“Lo farò – ha aggiunto Salvini – perché coerentemente e profondamente convinto delle mie ragioni e per evitare che la tua decisione per il caso Open Arms costituisca un pericoloso precedente per tutti coloro che potranno ritenere normale individuare il nostro Paese come unico responsabile dell’accoglienza e assistenza di tutti i minori non accompagnati (o presunti tali) presi a bordo in qualsiasi angolo del mediterraneo o nel mondo”.

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di Gaetano Pedullà

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