Fiorello si appella all’Antitrust contro il caro trasporti

Voli Roma-Palermo più cari di Roma-New-York: Fiorello denuncia lo scandalo del caro-trasporti e si appella all’Antitrust.

Non solo caro energia o caro carburante: in Italia, c’è anche la piaga del caro trasporti, come denunciato da Fiorello a Viva Rai 2. Lo showman, segnalando il paradosso dei voli Roma-Palermo più cari di Roma-New York, ha rivolto un chiaro appello all’Antitrust.

Fiorello si appella all’Antitrust contro il caro trasporti

Fiorello denuncia lo scandalo del caro trasporti e si appella all’Antitrust

“Ma spezziamo una lancia a favore dei palermitani”, ha annunciato Fiorello dopo aver ironizzato sul modo in cui gli abitanti del capoluogo siciliano celebrano il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia. E, mostrando un titolo di Avvenire, ha spiegato: “Riguarda questa cosa qua. Guardate. ‘Caro-trasporti. Il paradosso dei voli aerei: la Sicilia più cara di New York’. Vai a New York e paghi 600 euro, vai a Palermo e paghi 600 euro. Cioè, amici, noi siciliani siamo tutti fuori, siamo tutti in giro e delle volte abbiamo bisogno di tornare nella nostra terra, di sentire l’odore della zagara. E, se uno vuole andare, deve prendere l’areo perché con il treno non si può andare… Con il treno, parti da minorenne e arrivi all’età della pensione. Quindi ti tocca prendere l’aereo. E tu puoi spendere 600 euro?”.

Ribadendo più volte i costi esorbitanti per viaggiare da Roma a Palermo, quindi, lo showman si è appellato direttamente all’Antitrust. “Fate qualcosa. Fate qualcosa. Fate veramente qualcosa”, ha esclamato. “Mi raccomando, Antitrust, controllate e vigilate perché c’è qualcosa che a noi non torna”. E ha concluso con una riflessione: “A meno che, quando passano e dicono ‘dolce o salato’, non ti danno il caviale. Non lo so però 600 euro non è possibile”.

Voli Roma-Palermo più cari di Roma-New-York: le segnalazioni di Schifani

All’Antitrust ha deciso di rivolgersi anche la Regione Sicilia. Contro i prezzi stratosferici e gli scarsi posti disponibili, segno che viaggiare verso l’isola si sia improvvisamente trasformato in un lusso che pochi possono consentirsi, è intervenuto proprio il presidente della Regione siciliana che ha denunciato il “cartello” delle compagnie e ha chiesto al Governo Meloni di intervenire.

“Lo scandalo del caro voli che da tempo colpisce i siciliani deve trovare una risposta, immediata ed efficace. La regione Sicilia denuncerà la questione all’Antitrust. È inaccettabile che a minare il diritto alla mobilità dei cittadini sia una compagnia a capitale totalmente pubblico come Ita, impegnata in un cartello con Ryanair sulla rotta Palermo-Roma in quanto unici vettori ad operare su quel percorso”, ha detto Schifani. Ed è in questo ambito che ha confermato la nascita di un osservatorio sui prezzi dei voli. “Ci spieghi Ita se è legittimo che un siciliano, nel corso della giornata di lunedì prossimo, dovrebbe pagare ben mille euro per andare e tornare da Roma. Questi fatti si commentano da sé e verranno da noi denunziati in ogni sede istituzionale competente perché offendono il popolo siciliano e ne pregiudicano il diritto alla libertà di movimento garantita dalla Costituzione”, ha aggiunto.

Una denuncia analoga, poi, è venuta anche dall’ex sindaco di Catania, Enzo Bianco, che ha tuonato: “Mille e cinque euro per un volo di andata-ritorno Palermo-Roma e ‘solo’ 885 euro, nello stesso giorno, per un’andata e ritorno Roma-New York. Semplicemente scandaloso. E non parliamo dei voli per Catania. Bisogna unire tutte le forze e impedire questo sconcio”.

Intanto, fonti del Mimit hanno commentato: “Serve una pianificazione più attenta, non ci può essere una risposta emergenziale a fronte delle legittime proteste, serve più impegno anche per calmierare i prezzi che non possono salire vertiginosamente”.

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