Fiumicino al collasso perché i Benetton non investono. Ecco il rapporto che stronca lo scalo e accusa la famiglia

di Stefano Sansonetti

Il rapporto è del luglio 2015. E’ stato quindi completato in questi giorni, anche se è presumibile che l’inizio della sua elaborazione risalga a qualche mese fa. Viene però pubblicato adesso, nel momento in cui sulla tolda di comando della Cassa Depositi e Prestiti sono arrivati il nuovo presidente Claudio Costamagna, e il nuovo Ad, Fabio Gallia. Il documento, titolato “Il sistema aeroportuale italiano”, è stato vergato dall’ufficio studi della Cdp. E a ben vedere aggiunge un carico pesantissimo di critiche sul già malandato scalo di Fiumicino, funestato da due incendi in tre mesi. “In assenza di interventi per l’incremento della capacità entro i prossimi 10 anni”, esordisce il rapporto sul sistema in generale, “i problemi di congestione degli scali potrebbero determinare un decadimento dei livelli di servizio e ripercussioni sull’economia e sulla competitività nazionale”.

LE CARTE
“Considerando i tempi medi di realizzazione delle infrastrutture e la necessità di garantire un’adeguata programmazione degli interventi”, incalza il documento, “appare chiaro come la definizione dell’assetto del sistema a tendere debba essere oggetto di approfondimento sin d’ora”. E qui si arriva a Fiumicino e (di fatto) alla società che lo gestisce, Adr, controllata dalla famiglia Benetton. Se non è una stroncatura poco ci manca, tanto più alla luce dei fatti di questi mesi: “Ad oggi la situazione più critica riguarda lo scalo di Roma Fiumicino, per il quale si rendono necessari interventi su piste, piazzali e aerostazioni al fine di ridurre i fenomeni di congestione ed evitare ripercussioni sulla capacità commerciale dello scalo. L’aeroporto romano, peraltro, affronta oggi una situazione particolarmente complessa a seguito dell’incendio che ha interessato il terminal 3 nella primavera 2015”. Naturalmente il report non poteva considerare l’ultimo rogo (in questo caso doloso, almeno sembra) che ha colpito la pineta vicino allo scalo, circostanza che verosimilmente avrebbe reso ancor più negativo il verdetto.

LA CONCLUSIONE
Ora, con un bel po’ di diplomazia l’ufficio studi della Cdp non cita mai la famiglia Benetton, proprietaria della società di gestione di Adr. Ma è sin troppo chiaro che quando parla di interventi e infrastrutture, il rapporto intende far riferimento a quegli investimenti a cui i Benetton sarebbero tenuti, ma che finora sono stati latitanti. E’ appena il caso di ricordare che il governo Monti, in extremis, due anni fa ha chiuso i battenti con un maxiregalo ai Benetton, ovvero l’aumento delle tariffe per circa 9 euro a passeggero. In cambio, naturalmente, sarebbero dovuti arrivare i famosi investimenti. In ballo ci sono circa 12 miliardi per provare a portare i passeggeri di Fiumicino dagli attuali 37 a 100 milioni entro il 2044. Nel frattempo, tra incendi e inconvenienti di ogni tipo, lo scalo è letteralmente piombato nel caos. Insomma, la nuova Cdp, che nel settore aeroportuale ha interessi per il tramite della partecipazione indirettamente detenuta in F2i Aeroporti, ha lanciato un siluro nei confronti di Fiumicino.

Twitter: @SSansonetti