Flessibilità

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di Gaetano Pedullà

Lotte di potere così non se ne vedevano da tempo. L’Europa deve scegliere i suoi ministri e mentre Renzi continua con la retorica dell’attenzione a famiglie e crescita, la vera partita è già perduta. Il nuovo presidente della Commissione Ue sarà Jean Claude Juncker, un soldatino della Merkel che in Italia conosciamo bene per tutti i richiami che ci ha fatto, bocciando sistematicamente i conti pubblici e ogni forma di stimolo all’economia. Se sognavamo un’Europa diversa, Juncker è il segno che nulla è cambiato. Solo gli inglesi stanno dimostrando di non avere memoria corta, ma la battaglia del premier Cameron è isolata e anche il nostro Governo ha sbagliato di grosso fidandosi delle aperture sulla flessibilità nei vincoli europei fatte circolare ma mai dichiarate dalla Merkel. Al momento di mettere nero su bianco queste aperture, ieri, la cancelliera ha mostrato così il suo vero volto e a quanto si racconta ci sarebbe stato un pesante battibecco con Renzi. Andiamo incontro dunque a una nuova stagione di rigore nella spesa, esattamente quello che non serve per far ripartire l’economia. Ieri la Confindustria ha aggiornato le stime sulla crescita italiana, avvisando che siamo di nuovo in zona recessione. In Germania, per capirci, sono vicini alla piena occupazione. Di fronte a tutto questo gli zuccherini che ci lanciano sono una poltrona in Commissione per Enrico Letta (che farebbe cadere la fragile candidatura della Mogherini alla politica estera) e un’agenda piena di impegni sulla ripresa. Promesse che una volta fatte le nomine varranno quanto quelle di Balotelli prima di partire per il Brasile.